Cateno De Luca, Sicilia Vera
Cateno De Luca, Sicilia Vera

«Io non gioco affatto. Vi do forse l’impressione di giocare? La sfida è lanciata». Così Cateno De Luca ha risposto ai microfoni di Radio Amore, nel corso del programma «Non solo Politica», sulla sua possibile e sempre più probabile candidatura a sindaco di Taormina, lanciata nei giorni scorsi in una intervista a Taormina Today.

Il derby Taormina-Messina. «La questione del derby Taormina-Messina – ha spiegato De Luca – è che mi sono messo a disposizione di due realtà importanti per poi vedere quale comunità realmente mi ritiene all’altezza del compito. Abbiamo iniziato prima, c’è un anno di tempo. Ho avuto sempre in testa nel mio ragionamento di amministratore locale l’intenzione di chiudere la mia esperienza di sindaco a Taormina e l’ho sempre detto in tempi non sospetti. Ho avviato il ragionamento su Messina che oggi non è più soltanto città classica ma anche Area Metropolitana perché strategicamente vedo la Città di Messina come un obiettivo politico importante». «Ovviamente parliamo di due comunità che hanno caratteristiche diverse. Taormina è la nostra capitale del turismo, Messina è la Città Metropolitana che richiede un altro tipo di ragionamento. Ho lanciato il derby Taormina-Messina e se avessi la possibilità di scegliere dico che vorrei continuare a fare l’amministratore locale, cioè il sindaco e non il parlamentare».

La scelta della comunità. «Le Regionali sono una tappa indispensabile per verificare ad un certo punto se, al di là dell’essermi innamorato di me stesso, cosa che non ho mai nascosto, se poi una comunità realmente ti individua come interlocutore all’altezza del compito o no. Io sto valutando e analizzando quelle che sono le criticità delle due comunità e soprattutto soluzioni per quelli che possono essere modelli di governo per le due comunità. Ma il tema è un altro: Taormina e Messina sono pronte ad una scelta talmente radicale e di rottura rispetto al passato come ha fatto Santa Teresa? Io non lo so, ho lancia la sfida. Sono le due comunità che devono valutare».

Il sogno della sindacatura. «Lo ripeto, vorrei continuare a fare l’amministratore locale. Avevo preso l’impegno a Santa Teresa di fare cinque anni, non un giorno in più, e ho detto nel 2012 che avrei rivoltato Santa Teresa di Riva come un calzino, cosa che è stata. Lascio lì una situazione davvero invidiabile con un candidato sindaco che è l’attuale vicesindaco Danilo Lo Giudice. Taormina e Messina, per quanto mi riguarda, sono le due località che sogno di amministratore e devo iniziare prima. Il mio obiettivo non sono le Regionali, che invece sono uno strumento per verificare definitivamente se sono in condizione di trasmettere un messaggio alle due comunità ed essere percepito, una volta per tutte, come una potenziale guida. Il parlamentare regionale è incompatibile col sindaco di Messina. Le Regionali sono una verifica ma il mio obiettivo è quello di continuare a fare il sindaco: ho vissuto le due dimensioni e non c’è paragone. Io sono uno che in un Parlamento non resiste, non resisto perché in Parlamento non si conclude nulla, si parla».

Analisi e proposta. «Le due comunità non sono state scelte a caso e ad ottobre decideranno se percepirmi come sindaco o se vorranno mandarmi a quel paese e se preferiscono tenersi a Taormina i soliti noti e a Messina l’Accorinti di turno. Il lavoro che faremo nei prossimi mesi è di analisi e di proposta e vedremo dove saremo all’altezza per poter essere percepiti come guida e poi trarremo le conclusioni».

La lista della spesa. «Sul G7 avrei detto al Presidente del Consiglio che a maggio a Taormina inizia la stagione, anzi siamo già quasi nel pieno delle nostre attività e svolgere il G7 a Taormina significa blindare Taormina e impedire una serie di attività che ogni anno facciamo. Siamo orgogliosi di ospitare il G7, che rimarrà scritto nei libri di storia. Ma c’è una città che è stata già blindata. Doveva esserci una compensazione e avrei detto: “questa è la lista della spesa”».

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