Donal Trump e Rex Tillerson
Donal Trump e Rex Tillerson

La preparazione del G7 a presidenza italiana, ed in particolare dell’appuntamento previsto a Taormina, sarebbe stata rallentata sinora dalla lenta transizione al Dipartimento di Stato Usa, che ha creato “un collo di bottiglia”. Lo riferiscono all’agenzia Reuters fonti diplomatiche secondo cui anche la preparazione dell’evento del 26 e 27 maggio avrebbe avuto tempi decisamente blandi per i riflessi delle problematiche burocratiche e procedurali dovute alla transizione dall’ormai ex Amministrazione della Casa Bianca a quella attuale che fa capo a Donald Trump.

I ritardi e la corsa contro il tempo. Il club dei sette Paesi più influenti del mondo, come si sa, comprende Stati Uniti, Giappone, Francia, Italia, Gran Bretagna, Germania e Canada, che a turno guidano di anno in anno il gruppo, fissando l’agenda in base ai temi più scottanti. Stavolta, tra un mese e mezzo toccherà all’Italia, con il G7 di Taormina, dove ormai è in atto un’autentica corsa contro il tempo per realizzare i lavori alle strade, al Palacongressi e alla Villa comunale.

L’indiscrezione “diplomatica”. Secondo gli sherpa che lavorano sui dossier, intanto gli sforzi per raggiungere in anticipo un accordo sui comunicati finali del vertice, come avviene di solito, procedono a rilento. Le principali difficoltà riguardano di Dipartimento di Stato, dove il nuovo segretario Rex Tillerson ha lasciato vacanti numerose posizioni fondamentali per stilare le bozze. «È molto difficile parlare con qualcuno che possa dare risposte chiare, perché non ci sono figure senior», ha riferito – riferisce in una nota la Reuters – una fonte del governo italiano impegnata nell’organizzazione diplomatica del G7. Lo stesso Trump deve ancora nominare gli ambasciatori in Italia e presso il Vaticano.

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