Il finanziamento della ex Scuola Elementare “Vittorino da Feltre” è stato perso ma adesso per Taormina c’è una chance irripetibile per poterlo recuperare in extremis. È quanto emerso nel corso di un’ispezione effettuata nelle scorse ore dal consigliere comunale di opposizione Graziella Longo alla Scuola Media “Ugo Foscolo” di Via Cappuccini, che dal 2004 ospita anche gli studenti delle elementari. Sono trascorsi 12 anni e mezzo da quando venne dichiarata inagibile la “Vittorino da Feltre”, i fondi per ristrutturarla erano stati reperiti dal Comune a suo tempo con Un finanziamento di Un milione 700 mila euro ma la gara non è mai stata espletata e tutto si è bloccato all’Urega. La recente visita dei funzionari del Nuvec (Nucleo di Verifica e Controllo dell’Agenzia di Coesione e Sviluppo) riporta in primo piano l’emergenza di questi fondi andati “in fumo” e pone anche interrogativi su quando verranno avviati i lavori di messa a norma della media “Foscolo”, già appaltati e destinati a scattare dopo il G7.

Ultimo treno per la “Vittorino da Feltre”. «I fondi per la “Vittorio da Feltre” sono stati persi dal Comune di Taormina il 30 giugno del 2016, unitamente ad altri 9 comuni siciliani – spiega il consigliere Longo – ed è incredibile che ad un anno di distanza la Giunta non lo abbia ancora comunicato. Ora si sta tentando, non a livello locale, di riposizionare i Comuni della graduatoria e ciò consentirebbe di recuperare il finanziamento ma l’Amministrazione cosa sta facendo? Sorprende che nessuno venga a relazionare sullo stato di questo iter, come di altri. Anche nella recente ispezione del Nuvec non c’era nessun rappresentante dell’Amministrazione ma i documenti sono pubblici e nulla poi si può nascondere».

L’impegno della dirigente. Longo, che ha avuto parole di stima e apprezzamento per l’operato della dirigente del Comprensivo 1, Carla Santoro, pone l’attenzione anche sui lavori di messa a norma della scuola media: «C’è una evidente urgenza di avviare in fretta quei lavori e deriva dalla necessita di fare le opere ma anche di rendicontare tutto entro il 31 dicembre. Lo si vuol capire o no? Siamo di fronte a ritardo incomprensibile e immotivati. Occorre dare risposte e certezze. La scuola è una priorità e viene prima anche del G7. È evidente che i vari finanziamenti sono stati ottenuti grazie all’impegno della dirigente e del suo staff, e questo impegno non può essere vanificato dalla politica».

La consigliera Longo e la dirigente scolastica prof.ssa Santoro durante il sopralluogo
La consigliera Longo e la dirigente scolastica prof.ssa Santoro durante il sopralluogo

Trasferimento in stand by. «Abbiamo paura che i lavori alla scuola vengano effettuati in estate in modo frettoloso e senza fare tutto che quello occorre», ha evidenziato la dirigente Santoro. «Di fatto parliamo di problemi presenti ormai da anni e ogni mattina ci sono tutta una serie di preoccupazioni da affrontare, dalla precarietà degli edifici per arrivare alla viabilità. I lavori alla scuola rischiano, a questo punto, di protrarsi nei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre. Ma per fare ciò occorre che la scuola venga dislocata in un altro edificio e di questo trasferimento non abbiamo nessuna notizia». E a tal proposito ci viene un mente un interrogativo: che fine ha fatto l’iter per spostare la scuola nella sede dell’Istituto delle Suore Francescane Missionarie di Maria?

Situazione preoccupante. «Lo stato generale della scuola preoccupa – conclude il consigliere Longo – e ho visto alla “Ugo Foscolo” aule con gli infissi danneggiati, i servizi igienici con infiltrazioni nel tetto, porte divelte o che non ci sono, danni alle pareti e c’è l’impianto fotovoltaico sul tetto che è pronto da un anno ma che non è funzionante perché manca una firma del sindaco che autorizzi l’allaccio dell’impianto. E poi anche a Trappitello mancano i banchi. Stiamo parlando di edilizia scolastica pubblica ed è un argomento sul quale non si può sfuggire alla necessità di affrontare i problemi e risolverli».

Riflessioni finali. E allora in conclusione qualche riflessione appare ineludibile: ma a Taormina, dove sinora nemmeno per un G7 è stato impegnato un euro in bilancio in piccole opere per abbellire o sistemare la città, bisogna sperare in un intervento divino affinché il Comune si decida a sistemare la porta di un bagno, un pezzo di muro scrostato e la tapparella di una scuola? L’assessorato ai Lavori pubblici esiste ancora o bisogna cercarlo a “Chi l’ha Visto”? A Taormina quando si tornerà a fare attività quotidiana di manutenzione, tra le strade e fra la gente, nella comunità e negli immobili comunali? Un Comune con un solo manutentore o due al massimo in pianta organica – è del tutto evidente – non può andare da nessuna parte. Ma è soprattutto questo modo di fare politica e di gestire le cose che non può più andare da nessuna parte. Non è un semplice problema di questa o quella Amministrazione. Da 20 anni si naviga a vista mentre c’è un Comune che andrebbe riorganizzato e rivoltato come un calzino: dalla politica per arrivare agli uffici, a partire dall’Ufficio Tecnico e dall’Ufficio Finanziario. Ma soprattutto va azzerato l’attuale modo, blando e inefficace, di intendere il rapporto con le emergenze di ogni giorno. Oltre la solita burocrazia, oltre le sceneggiate dei formalismi di bilancio, oltre qualsiasi scusa buona per “non fare”.

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