Lucca
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A due mesi dal G7 dei sette grandi, l’imminente “antipasto” del G7 dei Ministri Esteri a Lucca suona già come un sinistro presagio per l’evento principale previsto in Sicilia, a Taormina. Le proteste e la rassegnazione degli operatori economici toscani al flop turistico mettono in ulteriore apprensione i colleghi siciliani. Le passeggiate, i gelati, le gite scolastiche, i primi turisti. Torna la primavera e con lei anche la vita in città, ma questa magia improvvisa, almeno per due giorni, in terra toscana sembra che dovrà svanire. Lunedì 10 e martedì 11 aprile, Lucca ospiterà una riunione del G7 ma con i ministri e alle più alte cariche dello Stato arriveranno in città anche molti disagi e lamentele.

E sono soprattutto i commercianti a gettare la spugna in anticipo, come riporta “Lucca in diretta”: molti terranno chiuse le saracinesche. E, a poche ore dall’annuncio delle tre zone zone blindate, anche il presidente della Commissione Centro Storico di Confcommercio Giovanni Martini si è lanciato in un commento lapidario su Facebook: «Il G7 a Lucca la settimana di Pasqua è utile come un lecca lecca alla m…». Ad essere “rosse”, infatti, non sono solo le zone limitrofe a Palazzo Ducale e Palazzo Orsetti che saranno off limits nei giorni del vertice internazionale ma anche le facce imbufalite di ristoratori e commercianti che in quei due giorni di mura blindate si considerano costretti a restare chiusi.

Flop turistico. Si è già arreso, senza nemmeno pensarci un po’ su, il Bar Ninci, situato all’angolo tra Piazza Grande e Via Vittorio Veneto, che non vede alcun motivo per restare aperto. «È giusto che vengano fatti eventi di questo genere – dice Gabriele, uno dei titolari – ma non a Lucca, non nelle città. Anche le comunicazioni sono state tardive. Che facciano il G7 su un’isola la prossima volta – scherza – sarebbe anche più semplice da proteggere». «Se sarà un problema girare tranquilli in città – dice Lory, nuova proprietaria del Rent Bike – inutile che io stia qui a sperare di poter noleggiare biciclette ai turisti. Il G7 è sicuramente una buona cartolina per Lucca, ma è ridicolo che abbiano deciso di farlo proprio in questo periodo di bella stagione, la settimana prima di Pasqua». Della stessa opinione anche Federico, proprietario de La Tana Del Boia in Piazza San Michele, che a mani conserte ci dice: «Ho visto fare scelte sicuramente molto più sensate, inutile che io rimanga aperto se nessuno mi può raggiungere». Ma tra gli “arresi” in città c’è anche chi, più coraggioso, o forse un po’ incosciente, nei giorni del G7, nelle zone “meno accese”, andrà comunque a lavoro. «I soldi che perdo chi me li dà, i politici? – dice arrabbiata la signora Rita, proprietaria del negozio Levis di via Fillungo – Io devo lavorare lo stesso – dice – già si lavora poco, poi pago l’affitto, ho tante spese, non posso permettermi di restare a casa».

I divieti. “A malincuore”, come ha detto il proprietario, ma comunque aperta, anche la cartoleria-tabaccheria Paoletti che spera di riuscire a far cassa almeno con i clienti residenti in città. Ma anche loro, a quanto pare, non la passeranno liscia: tanti, infatti, i divieti anche per chi abita in centro. Nella zona rossa però nulla è perduto: c’è anche chi infatti, almeno per adesso, è ancora in forse. «Vedremo nei prossimi giorni come si evolverà la situazione – dice un dipendente del Bar Gabry in piazza San Salvatore – Ho sentito che in molti resteranno chiusi, ci penseremo». «Verremo sicuramente a lavoro – dice una delle dipendenti del Bar Monica in via Vittorio Veneto – ma se non ci sarà nessuno torneremo a casa. Noi ci proviamo». E a Taormina il 26 e 27 maggio andrà come a Lucca? Ci si augura vivamente di no ma l’apprensione c’è. E non è poca.

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