dynamic manta 2017

Si prevedono eccezionali misure di sicurezza, senza precedenti a Taormina, per l’arrivo dei sette Capi di Stato e di Governo che prenderanno parte al G7. E a poche settimane ormai dal super-vertice che catalizzerà l’attenzione del mondo intero si è, nel frattempo, conclusa senza troppo clamore la “Dynamic Manta”. Si tratta di una gigantesca esercitazione di guerra nel Mediterraneo organizzata dal 13/3/2017 al 24 marzo scorso dalla Nato per testare le proprie capacità belliche. All’operazione, che si è svolta al largo della Sicilia, hanno partecipato dieci nazioni, una trentina di mezzi aeronavali con i relativi equipaggi e la base di Augusta. È stata anche effettuata un’altra esercitazione nella zona compresa tra Pachino e Portopalo. Si tratta di un’attività che era stata effettuata anche nel 2016 e nel 2015 ma che ha assunto quest’anno un significato ancor più rilevante poiché è stata eseguita a due mesi dal G7 di Taormina.

La presenza italiana. Alla “Dynamic Manta” hanno partecipato sommergibili provenienti da Francia, Grecia, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti, oltre a dieci navi militari di Francia, Grecia, Inghilterra, Italia, Spagna, Turchia e Usa. L’Italia, era presente con il cacciatorpediniere Luigi Durand De La Penne, il sommergibile Pietro Venuti, e un elicottero SH90 della Marina Militare, e ha fornito supporto logistico attraverso il Comando marittimo della Sicilia, con la base navale di Augusta e la base aerea di Sigonella: in pratica ha fornito i punti di appoggio necessari alle varie forze armate coordinate dal Comando Nato.

Protesta “No Muos”. Gli attivisti del presidio “No Muos” si sono subito schierati contro questa tipologia di maxi-esercitazioni. A preoccupare gli aderenti alla protesta è stata la presenza di sottomarini a propulsione nucleare, già partecipanti all’edizione dello scorso anno. «Per l’ipotesi d’incidente atomico, infatti, manca ad oggi – ha spiegato il coordinamento – un piano di emergenza esterna aggiornato e accessibile al pubblico. E ciò, nonostante il porto di Augusta sia periodicamente interessato dal transito e dalla sosta del naviglio nucleare di Stati Uniti e altri Paesi Nato».

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