Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

L’Anac, Autorità Nazionale Anticorruzione, richiede chiarimenti al Comune di Taormina sulla situazione contrattuale in atto alla piscina comunale di Taormina e l’iniziativa arriva a seguito dell’opposizione presentata dal Cvsm, ente gestore dell’impianto natatorio, scaturita dalla discussa delibera di Consiglio comunale con la quale il 16 febbraio scorso il Civico consesso di Taormina ha disposto la variante urbanistica che autorizza la realizzazione di una elipista provvisoria per il G7 nei terreni di contrada Bongiovanni, proprio accanto alla piscina. «È pervenuta una nota a firma del presidente nazionale del Corpo Volontario di Soccorso in Mare – e trasmessa anche al Comune – si legge nella comunicazione fatta da Anac, a firma di Filippo Romano – su una problematica riguardante la scadenza contrattuale relativa al Centro Sportivo di via Bongiovanni (piscina comunale). Pertanto, ai fini dell’espletamento delle funzioni proprie dell’Anac, si chiede al Comune, ai sensi del Regolamento di Vigilanza dell’Autorità, di trasmettere una relazione dettagliata corredata da atti e/o altro documento ritenuto utile al fine di illustrare in modo esaustivo la questione. Si assegna per il riscontro il termine di 30 giorni dalla ricezione della presente nota di richiesta. Si ricorda, infine, che l’inosservanza del termine comporta l’avvio del procedimento sanzionatorio, nonché il deferimento al Consiglio dell’Autorità per le decisioni relative all’acquisizione diretta degli elementi richiesti. Tutti i documenti potranno essere inviati o consegnati presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione».

Scontro senza tregua. Al centro della contesa la questione contrattuale, quindi, e la diatriba in atto tra il Comune di Taormina e l’ente gestore della piscina. La casa municipale, infatti, ritiene che il contratto di gestione della struttura di contrada Bongiovanni sia scaduto il 9 marzo scorso mentre il Cvsm oppone un’altra posizione e cioè che la casa municipale abbia allungato quel contratto di altri 9 anni in virtù di una fideiussione accordata per il via libera alla pratica con cui il Cvsm ha chiesto al Credito Sportivo un finanziamento di 490 mila euro. E quest’ultimo finanziamento rappresenta l’altra parte della contesa, perché i fondi ottenuti dall’ente gestori rischiano di andare in fumo dopo il placet dato dal Comune alla realizzazione dell’elipista per il G7 e anche perché il sindaco Eligio Giardina ha già annunciato di aver avviato l’iter presso la Regione affinché l’elisuperficie provvisoria rimanga poi definitiva. Di conseguenza, il Cvsm si è opposto alla delibera di variante urbanistica per l’utilizzo dell’area e si è rivolto all’Anac, e la questione è finita anche all’attenzione della Guardia di Finanza. E, intanto, nei prossimi giorni il Comune è intenzionato ad andare avanti con la procedura di rilascio dei locali della piscina. La “guerra” tra l’ente locale e l’ente gestore prosegue, insomma, senza tregua e senza esclusione di colpi.

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