Beehives Villa Comunale
Beehives Villa Comunale

Mentre in vista del G7 si predispongono i lavori che dovrebbero portare in extremis alla sistemazione di oltre 20 metri di frana in atto dal settembre 2015 al belvedere, l’associazione “Taormina Obiettivo Recupero”, formata da cittadini taorminesi, va in pressing sulle autorità preposte affinché si arrivi nei prossimi mesi, dopo il summit dei potenti, ad un piano di ristrutturazione della Villa Comunale. «I soci fondatori dell’Associazione Taormina Obiettivo Recupero – si legge in una nota – hanno assunto come priorità quella di difendere, valorizzare e recuperare il Parco Duca di Cesarò. In particolar modo abbiamo sottolineato da tempo lo stato in cui versano le particolari costruzioni, note come beehives (le torrette). In tal senso, la nostra associazione ha già consegnato, il 9 dicembre scorso, nelle mani del sindaco Eligio Giardina, affiancato dal presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni e dal dirigente dell’Ufficio tecnico, Massimo Puglisi, una relazione descrittiva e fotografica dello stato di precarietà e pericolo delle beehives. Abbiamo partecipato agli incontri organizzati da Legambiente e pur ritenendo importante fare rete con le associazioni che operano nel territorio, nel rispetto della pluralità di pensiero, non può condividerne le decisioni prese a riguardo».

Gli interventi da realizzare. «Priorità dell’Associazione Taormina Obiettivo Recupero, associazione di liberi cittadini e non struttura gerarchizzata – continua la nota -, è quello di ridare alla città il suo parco storico in tutta la sua bellezza con entrata libera e gestione comunale. Per questa ragione l’Associazione Taormina Obiettivo Recupero si ritiene libera di continuare il percorso intrapreso, da oltre un anno, impegnandosi al tempo stesso a muovere tutti i passi necessari per individuare possibili interventi finanziari pubblici e privati attraverso diversi canali e iniziative. L’Associazione, inoltre, sarà vigile e attenta sensibilizzando l’intera cittadinanza affinché le autorità competenti provvedano al più presto ai primi interventi indicati da tempo: pulitura della sabbia dell’Etna che ostruisce il deflusso delle acque piovane e delle erbe infestanti che appesantiscono le strutture stesse e contemporaneamente messa in sicurezza delle particolari strutture. Tutto ciò in attesa di un ampio piano di ristrutturazione e di una messa in sicurezza, di concerto con la Soprintendenza per i Beni Culturali. Compito dell’Associazione sarà l’attento controllo perché quanto segnalato possa realizzarsi al più presto».

Lavori per il G7. Intanto, in ottica G7, nelle prossime ore verrà definito il progetto esecutivo per i lavori da effettuare subito al muretto crollato due anni fa, con opere a cura dell’Aeronautica Militare. La Soprintendenza di Messina ha richiesto, in tal senso, che nel piano di interventi da eseguire si proceda mediante ripristino del tratto franato con prosecuzione del muro a gravità in pietra (con i tiranti), andando a realizzare cioè la nuova parte di muretto con lo stesso stile e materiali della rimanente parte esistente in pietra di Taormina.

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