«Cosa sarà di mio figlio quando noi non ci saremo più?». La risposta alla straziante domanda, Muni Sigona, mamma di un ragazzo autistico, l’ha avuta in sogno. Ha sognato di trasformare la sua villa di Modica in un albergo etico dove Toti, e altri ragazzi con lievi disabilità, possono vivere e lavorare. La Casa di Toti, dopo mesi di raccolta fondi e trafile burocratiche, sta diventando realtà. Del progetto portato avanti con determinazione dai genitori di Toti si discuterà durante il convegno “Orientare le risorse: oltre l’autismo” organizzato in collaborazione con le associazioni “Un futuro per l’autismo” e “Autismo oltre Onlus” in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, domenica 2 aprile al Four Points Sheraton Hotel di Catania, dalle 9 alle 13.30.

La casa di Toti. In una Regione che tarda ancora a recepire la legge sul “Dopo di noi”, La Casa di Toti ha rappresentato in questi anni l’emblema del coraggio con cui i genitori affrontano la sfida di dare un futuro ai propri figli “speciali”. La prima pietra è stata posata lo scorso novembre e la villa settecentesca di proprietà della famiglia di Toti verrà trasformata nel primo albergo etico del sud Italia. Una comunità residenziale per disabili dove conciliare impresa sociale e occupazione, ribaltando il concetto di assistenza al disabile, che da fruitore del servizio ne diviene, assistito da tutor specializzati, il gestore. Da quel sogno, fatto dalla mamma di Toti ormai più di due anni fa, si è messa in moto la catena della solidarietà che ha permesso di far diventare realtà quel progetto visionario che oggi riceve la Medaglia della Presidenza della Repubblica. Le campagne di fundraising e crowdfunding hanno registrato un successo insperato. Sono ben 21 attualmente le imprese (quasi tutte siciliane) che hanno scelto di finanziare la costruzione dell’albergo che non sarà solo un punto di ritrovo per turisti e viaggiatori, ma sarà soprattutto dimora di un gruppo di ragazzi con disabilità diverse. Un dopo di noi che crea lavoro, famiglia e comunità per ragazzi “speciali” è questa la sfida portata avanti da Muni Sigona.

Il convegno. La casa di Toti darà lo spunto per allargare a 360 gradi lo sguardo sull’autismo. Si comincerà alle 9 con l’introduzione del giornalista Simone Fanti, che poi lascerà la parola ai relatori: Antonio Persico, docente ordinario di Neuropsichiatria Infantile e direttore del Programma Interdipartimentale “Autismo 0-90” dell’Università di Messina, interverrà su “Prendersi cura del soggetto Autistico a 360°: Presente e futuro”; Renato Scifo, responsabile dei Servizi per l’autismo del DSM e responsabile dell’UOC di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale di Acireale interverrà su “Dal trattamento intensivo precoce agli interventi semiresidenziali e residenziali per adolescenti e adulti con autismo nei servizi dedicati dall’ASP di Catania”. Accanto a loro ci sarà il cantautore siciliano Fabio Abate, che presenterà il suo progetto su “Calle Calle”, ricalcando l’espressione tipica di Toti quando è felice. Seguiranno gli interventi dell’avv. Enrico Orsolini, dell’associazione “Autismo Oltre” di Catania, che interverrà su “Autismo a scuola” e della dottoressa Vera Caltabiano dell’associazione “Un futuro per l’Autismo” che interverrà su “Autismo: l’inclusione sociale può essere una realtà”. Per “La Casa di Toti” interverranno il dott. Andrea Pennisi, responsabile dei laboratori occupazionali “Palcoscenico Calle-Calle”, e Muni Sigona, che insieme alla dottoressa Valentina Genitori dello studio Parentage di Catania parlerà di “Una Impresa nel Sociale: un Durante e Dopo di Noi”.

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