Teatro antico di Taormina - Foto di Francesco Motta ©2016
Teatro antico di Taormina - Foto di Francesco Motta ©2016

Giornata cruciale a Palermo, oggi pomeriggio, sulla querelle per il Parco di Naxos. Negli uffici dell’assessorato ai Beni Culturali si terrà, infatti, il faccia a faccia tra una delegazione i consiglieri comunali di Taormina e l’assessore Carlo Vermiglio ed il direttore generale dell’assessorato Gaetano Pennino. Dopo la recente votazione avvenuta in Consiglio comunale, si parlerà della richiesta di istituzione del Parco di Taormina, nel quale rientrerebbero a quel punto il Teatro Antico, Villa Caronia, Isola Bella e quindi i beni culturali della Perla dello Ionio. A Palermo andrà una delegazione composta dai consiglieri Pinuccio Composto, Nunzio Corvaia, Liliana Tona, Eugenio Raneri e Carmelo Leonardi.

No al Parco di Naxos. «Chiederemo l’istituzione del parco di Taormina – spiega Composto – e che si attivi, quindi, il dispositivo di legge per fare un Parco a Taormina con i nostri beni culturali. Noi chiediamo che questa anomalia dell affidamento dei beni al Parco di Naxos venga chiarita e sanata in via definitiva. Stiamo parlando di un sito, il Teatro Antico, che incassa circa 10 milioni di euro l’anno e questi soldi devono rimanere nel nostro territorio. È una battaglia a tutela del patrimonio storico e culturale della Città di Taormina. Cercheremo di chiarire la questione del dare avere, visto che mancano all’appello nelle casse di questo Comuni quasi 5 milioni di euro che la Regione non ha versato sinora in questi anni per i proventi del Teatro Antico. E comunque siamo anche per un’ottica comprensoriale e non c’è campanilismo in questa vicenda: ci teniamo a chiarire che noi non siamo mai entrati nel Parco di Naxos e non ne facciamo parte.

Nessun passo indietro. «L’azione intrapresa da alcuni consiglieri comunali di maggioranza e minoranza – aggiunge Raneri – mira a definire ciò che la legge regionale prevede e che impropriamente è stato ricondotto, invece, ad una gestione nell’ambito del Parco di Naxos. Riteniamo inutile che si riconduca semmai l’iniziativa ad analisi storiche e campanilistiche. Taormina, nel suo territorio può vantare beni quali il Teatro Antico, il Teatrino Romano, le Naumachie, l’antica Zecca e i mosaici nonché altri che appartengono al demanio regionale, vincolati con decreti o leggi speciali. La procedura adottata per l’annessione del Teatro Antico, di Villa Caronia e Isola Bella alla gestione del Parco di Naxos è illegittima e non prevista dalle leggi regionali che regolano la materia. La levata di scudi di alcuni Comuni limitrofi nonché di associazioni che nulla hanno a che vedere con scelte di carattere politico non possono trovare accoglienza sul piano formale. La Regione, con una manovra finanziaria ha tolto il 30% dall’incasso della vendita di questi biglietti ai Comuni, privandoli di fornire quei servizi necessari ad una fruizione dignitosa dei beni e non si parla solo di Taormina ma anche di Agrigento e Selinunte. Dai servizi televisivi sta venendo alla luce come la Sicilia oggi offre una fruizione indegna dei beni ai turisti. Vogliamo concordare l’istituzione di un sito che ricomprenda tutti i beni archeologici ricadenti a Taormina, nonché la gestione di Villa Caronia e Isola Bella. Non faremo nessun passo indietro se non verrà riconosciuta lo status e l’autonomia di questi beni archeologici».

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