La saletta dello storico Cinema Olimpia
La saletta dello storico Cinema Olimpia

«Hanno partorito un topolino». È il messaggio apparso sul mio telefonino nella giornata di venerdì. Ad inviarmelo, con la sua solita ironia pungente, è Carmelino Fichera, proprietario del Cinema Olimpia. Mi scrive tre parole che hanno il retrogusto eloquente dell’amarezza perché il Consiglio comunale di Taormina ha deliberato di nuovo la scontistica sull’Olimpia. È la seconda beffa nell’arco di 48 ore, che stride e stona con la storia ormai nota di un Cinema che sta rischiando la chiusura, anzi è già avviato su quella strada (stavolta definitiva), perché da queste parti si è deciso di fare turismo all’arrembaggio per 3-4 mesi e poi da novembre a marzo va in scena l’imperturbabile letargo del nulla totale, condito più o meno puntualmente da qualche rituale polemica in salsa paesana.

Il doppio topolino. Ne avevamo già parlato e scritto dell’Olimpia, perché il Consiglio si era pronunciato sull’argomento martedì scorso, con l’inutile contentino della tariffa da 2 euro per 4 ore al Lumbi dal 23 marzo al 10 aprile, come se due settimane di sconti fossero l’atto di misericordia per il cinema, la panacea fulminea di tutti i mali. Ma se errare è umano, perseverare in questo caso più che diabolico è l’esatto opposto. A distanza di 48 ore il Consiglio comunale di Taormina è tornato sul luogo del delitto, sempre col braccino corto, e si è rideterminato sulla questione del parcheggio a prezzo ridotto per gli spettatori (non taorminesi) dell’Olimpia, con analoga inutile applicazione della scontistica. Stavolta a decorrere dal 1 ottobre 2017 sino alla domenica delle palme del 2018: opzione valida sempre per il solo Lumbi e con esibizione del biglietto del cinema.

Presidio culturale. E allora, poiché i fatti e la storia sono cose più ostinate dei “teoremi (consiliari) di Pitagora” che continua a partorire la politica taorminese forse confusa dai riflessi del G7, è il caso di approfondire quanto valga per Taormina mantenere in vita l’unico cinema esistente in una città che soprattutto d’inverno offre ai suoi cittadini e visitatori il nulla cosmico. Si è discusso sino a farne un caso nazionale per mesi e mesi della vicenda dell’avvenuta chiusura di una “libreria storica” aperta a Taormina nel 1998, definita «l’unico presidio culturale» della città. Senza offesa per nessuno, i caratteri della storicità li può vantare a pieno titolo il Cinema Olimpia, già esistente a Taormina nel 1967 come teatro all’aperto gestito da Andrea Fichera, papà di Carmelino, e che addirittura prima della Seconda Guerra Mondiale era un’arena. Forse questa storia non la conosce nemmeno la Regione Siciliana e l’Assessorato ai Beni culturali e dell’Identità siciliana che sulla vicenda della libreria si era mobilitata con immediatezza a salvaguardia di una “vera e propria officina culturale”.

Un secolo di cinema. «La mia famiglia è sempre stata impegnata nella gestione di sale cinematografiche – ha scritto Carmelino Fichera al Comune qualche mese fa in una lettera che forse i consiglieri comunali non hanno letto -, mio padre Andrea aprì il primo cinema a Taormina nel 1928 quando il cinema era ancora muto e negli anni abbiamo gestito a Taormina sino a 4 cinema per non parlare anche di quelli nei paesi limitrofi». Il problema odierno lo ha riassunto con estrema chiarezza Fichera: «I cinema, nei periodi invernali, in passato attiravano a Taormina, dai centri dell’hinterland, sino a 5 mila persone la settimana, con dati Siae a conferma. Poi con la crisi del cinema ci siamo dedicati ad altro ed alla fine è rimasto soltanto il Cinema Olimpia, che ha riaperto nel 1997. Tale apertura ha coinciso con l’apertura del parcheggio Lumbi, a pagamento da allora dato che la nostra clientela veniva per lo più da Gaggi, Giardini, Francavilla, Letojanni, S. Alessio Siculo. La clientela, quindi, per poter venire al cinema si è vista costretta a pagare il costo del parcheggio che oggi costa più dell’ingresso del cinema. Ciò ha fatto sì che l’utenza si spostasse verso i cinema di altri Comuni della zona. Fiumefreddo oggi può contare su 3 sale, Alì Terme ha realizzato la seconda sala, e ci sono le multisale dove il parcheggio è gratuito».

Il boomerang dei parcheggi. Non si può più far finta di non vedere che la gente tende a risparmiare, e se deve venire a Taormina per spendere i soldi dei parcheggi comunali, e poi quelli del cinema, preferisce disertare il cinema e risparmiare. Le tariffe poco appetibili (per non usare altri termini) dei posteggi hanno fatto danni come la grandine specie nei mesi di bassa stagione. «Il Lumbi di fatto ha decretato la chiusura dell’Olimpia nel 2007 e abbiamo riaperto nell’ottobre 2016 ma i vecchi problemi sono tornati al pettine», non a caso ha sottolineato Fichera.

L’istanza inascoltata. La richiesta avanzata, insomma, da Fichera non era e non è una pretesa dell’altro mondo: la possibilità di ottenere dalla gestione dei parcheggi, quindi non solo il Lumbi ma anche il Porta Catania, una convenzione che consenta ai clienti del cinema, mostrando il biglietto Siae, di usufruire del parcheggio gratuito tenendo presente che nel periodo invernale i parcheggi (il Lumbi) chiudono per mancanza di clienti. «Di questa mia richiesta ho parlato con il liquidatore di Asm, il Comandante Agostino Pappalardo, il quale si è detto disponibile. Ho dato anche disponibilità ad offrire agli anziani residenti a Taormina di venire al cinema al prezzo simbolico di 1 euro».

Riflettere e invertire la rotta. Per tutta risposta il Consiglio comunale, che per altro ha discusso la questione con diversi mesi di ritardo ad inverno trascorso, ha determinato adesso una scontistica che non risolve la questione e simboleggia l’inefficacia di una politica che non sa (o non vuole) difendere un presidio di cultura gestito da un taorminese e che non si affatica nel cercare soluzioni valide per impedire la chiusura di una struttura che ha alle spalle un secolo di storia. A monte di qualsiasi disquisizione, bisognerebbe forse prendere coscienza una volta per tutte del fatto che la Taormina attuale, appiattitasi su prezzi astronomici e gran pienone monotematico di vetrine di lusso in Corso Umberto, non porta da nessuna parte. Si parla in modo sterile e ripetitivo di destagionalizzare, in un territorio che avrebbe straordinarie potenzialità per farlo davvero, e poi, nei fatti, non si fa nulla per impedire la chiusura dell’unico cinema che nelle serate fantasma dell’inverno taorminese può portare qualche visitatore in paese e dare un momento di svago ai taorminesi, specialmente i più piccoli. Ci si affanna e ci si perde tra chissà quali calcoli sull’opportunità di applicare una scontistica da 1 euro in più o in meno sul prezzo dell’Olimpia come se 20 macchine e qualche manciata di euro fossero cruciali per i bilanci di Asm e per gli incassi di quei parcheggi comunali che tranne l’estate sono perennemente vuoti e per di più in bassa stagione chiudono.

Questione di priorità. Se poi si preferisce, ovviamente, che l’Olimpia chiuda e che magari finisca per trasmettere i film via streaming da Phuket è tutta un’altra storia. Da un’infinita di mesi si legge all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Taormina il punto avente per oggetto: «Regolamentazione acquisto voucher», e quando si aveva la possibilità di fare qualcosa di utile, non per l’imprenditore Fichera ma per quelli che amano ancora andare al cinema, ecco che è stato partorito il “topolino”. È evidente che qualcosa va rivisto e va ripensato perché sono queste e non altre le cose sulle quali si dovrebbe prendere una posizione netta e chiara a sostegno alla comunità. Avere un cinema aperto e funzionale vale molto di più delle non priorità che spesso (troppo spesso) caratterizzano l’odg del Consiglio. “Progetto”, “istanza”, “cambio destinazione d’uso”, “ampliamento”, “deroga”: la politica dovrebbe andare oltre questi argomenti che di certo interessano al singolo ma non servono alla collettività e sviliscono l’indiscutibile ruolo importante e la funzione di indirizzo dell’assemblea, riducendo il tutto ad una sorta di sportello consiliare della Commissione Edilizia.

Avamposto di emozioni popolari. Salvare l’Olimpia non è un favore da fare al Fichera di turno o a qualsivoglia altro privato. È un atto di buon senso verso l’unico cinema rimasto a Taormina, da sempre frequentato da generazioni di appassionati di film di vario genere. È l’unico cinema dove una famiglia può rilassarsi e divertirsi, portare i propri figli e dove i bambini a Taormina possono vedere un film di animazione senza dover stare ore intere a casa davanti ad un computer. È l’unico cinema nella Taormina che ha un Festival del Cinema da 63 anni ma dove forse l’Olimpia oggi, a suo modo, si può considerare ancor più del festival stesso un avamposto di taorminesità popolare che resiste al tempo, mentre la rassegna da diversi anni a questa parte è diventato uno show biz per addetti ai lavori, tra bollicine, lustrini e personaggi distinti e distanti dalla gente comune. L’Olimpia è l’unico cinema dove si può ancora trascorrere un pomeriggio o una serata d’inverno senza passeggiare da Porta Catania a Porta Messina tra negozi chiusi e la visione di un essere umano ogni 300 metri. L’unico dove si può ancora sorridere e ci si può emozionare da fieri “stracultisti” di cinema, da innamorati della cultura. Quella con la C maiuscola che la politica ha il dovere di sostenere con convinzione, mettendo da parte sin dalla prossima seduta, con revoca o modifica, quelle inutili decisioni di questi giorni.

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