Scuola primaria
Foto di repertorio

Si riaccendono i fermenti sulle criticità delle scuole taorminesi e ad intervenire ed esternare tutto il suo malcontento è il presidente del “Comidi” (Comitato Insieme per i Nostri Diritti), Giuseppe Sterrantino. «Avevo creduto che il buon senso dei nostri amministratori avrebbe portato ad una risoluzione del problema in tempi brevi per quanto riguarda gli arredi scolastici nelle classi primarie della scuola di Santa Filomena ed invece ci si ritrova a marzo 2017 con i giovanissimi alunni delle classi primarie di Via Santa Filumena ancora ad utilizzare degli arredi scolastici (armadietti, banchi, sedie etc…) assolutamente ed oggettivamente non idonei, perché si tratta di arredi che andrebbero utilizzati per gli alunni della scuola dell’infanzia (3-5 anni). Ritenevo che i vari solleciti, le continue e giuste lamentele dei genitori e degli operatori scolastici, potessero portare a qualche risultato a beneficio dei piccoli alunni della primaria ma devo attestare, con grande rammarico, che così non è stato. Risolto il problema dell’approvazione bilancio “previsionale” 2016 (avvenuto a fine dicembre 2016), redatta la nuova regolamentazione comunale con la specifica delle deleghe/mansioni/responsabilità (chi/quale ufficio deve fare che cosa/servizio o altro), non comprendo l’ulteriore ritardo visto che giugno, con la fine della scuola, è ormai alle porte.

Appello agli amministratori. «Chiedo – conclude Sterrantino -, senza alcuna polemica e/o attacco al momento, agli amministratori, maggioranza/minoranza che siano, un impegno immediato affinché gli alunni della Primaria di Santa Filomena possano, prima della fine dell’anno scolastico, usufruire di un servizio dovuto e non soggetto a richiesta o “restrizioni” che è il diritto all’Istruzione in un ambiente idoneo a tale scopo. Ritengo che per la richiesta di qualche preventivo al MePA, per la predisposizione della delibera, per la firma del dirigente e per l’approvazione in Giunta 10 giorni sono più che idonei essendo trascorsi circa 6 mesi dall’inizio dell’anno scolastico. Chiedo fatti e non proclami».

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