Bilderberg Taormina

David Rockfeller, il patriarca americano morto nelle scorse ore all’età di 101 anni, voleva organizzare la riunione annuale del Gruppo Bilderberg a Taormina? L’indiscrezione è a dir poco clamorosa perché si parla di una delle associazioni considerate tra le più segrete e le più influenti del pianeta. Rockfeller aveva, infatti, effettuato lo scorso autunno una sortita a sorpresa nella località siciliana che tra qualche settimana sarà sede del G7. Fu una breve vacanza o qualcosa di più? A quanto pare Rockfeller stava pensando di far svolgere nei prossimi mesi, forse tra maggio e giugno del 2018, l’incontro tra gli “eletti” del mondo, gli “illuminati”, da molti ritenuti ancor più potenti ed influenti dei vari Capi di Stato e di Governo attesi a breve a Taormina. La vacanza di Rockfeller a Taormina lascia in eredità un segreto che il magnate statunitense porterà per sempre nella propria tomba. Ma gli indizi sembrano esserci tutti.

Una vita al potere. Bilderberg e Rockefeller è un binomio inscindibile perché il fondatore di questa enigmatica realtà fu proprio lui, quest’uomo che ha vissuto un secolo e ha plasmato, con la sua visione e la sua influenza, probabilmente 2 secoli: quello passato e quello in cui vivranno i nostri figli. Banchiere, filantropo, per altri invece un “complottista” che cospirava sui destini del mondo. Certamente un uomo della vecchia guardia che, a suo modo (giusto o sbagliato che fosse), ha inteso porsi all’avanguardia di quel che sarà. La sua ricchezza, stimata in circa 3 miliardi di dollari, in fondo è solo una piccola parte del suo reale potere. Fu presidente e amministratore delegato della Chase Manhattan Bank, che nel 2000 si è fusa con la J.P. Morgan & Co. dando vita alla JPMorgan Chase, una delle più grandi banche del mondo che Rockefeller ha diretto personalmente. Poi divenne il più grande azionista singolo della compagnia, avendone posseduto quasi il 2%. Presidente dal 1970 al 1985 del Council on Foreign Relations e sempre per sua iniziativa è stato tra i fondatori della Commissione Trilatelare, e per 16 anni – prima dal 1962 al 1972 e poi dal 1987 al 1993 – Rockefeller è stato presidente del Museo di Arte Moderna di New York. Con alle spalle l’eredità economica ma soprattutto politica di famiglia, Rockfeller si è mosso nel mondo della finanza e del panorama lobbistico, da visionario di quel contesto che William Shannon definì così: «I membri del Bilderberg stanno costruendo l’era del post-nazionalismo: non avremo più Paesi, ma solo regioni della Terra all’interno di un “mondo unico”. Questo significherà un’economia globalizzata, un “unico governo mondiale” (selezionato, più che eletto) ed una “religione universale”. Per assicurarsi il raggiungimento di tali obiettivi, il Bilderberg si concentra su “il controllo tecnologico e la scarsa sensibilizzazione della pubblica opinione”».

Il giallo di Taormina. E sul possibile nesso tra la Città di Taormina e il Bilderberg tutto ruota attorno alle giornate del 23 e del 24 ottobre, quando David Rockfeller ha di certo soggiornato nella Perla dello Ionio in uno degli hotel che sarà sede del G7, ed è in quelle stesse ore che avrebbe anche visitato anche altre strutture alberghiere. Poi la sera del 24 ottobre la cena al ristorante “Al Duomo”, conclusa – così ci viene riferito – con un sibillino «A presto…». La visita a Taormina, preceduta da una tappa a Palermo, è stata una visita e niente di più oppure una scelta ben precisa per pianificare una delle sue iniziative: Rockfeller voleva dare un segnale ai sette grandi del pianeta che stanno per riunirsi qui il 26 e 27 maggio?

Cos’è il Bilderberg. Ma cos’è esattamente il Gruppo Bilderberg (detto anche conferenza Bilderberg, club Bilderberg o clan Aisna Masne)? È un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità nel campo economico, politico e bancario. I partecipanti trattano temi globali, economici e politici e, secondo i bene informati, è proprio a quel tavolo segreto che si deciderebbero i destini della politica e dell’economia internazionale. Il gruppo si riunisce annualmente in hotel o resort di lusso in varie parti del mondo, normalmente in Europa, e una volta ogni quattro anni negli Stati Uniti o in Canada. Ha un ufficio a Leida nei Paesi Bassi. I nomi dei partecipanti sono resi pubblici attraverso la stampa ma la conferenza è chiusa al pubblico e ai media e si svolge nella massima segretezza. Le Bilderberg Conferences sono considerate uno dei “think tank” dell’ideologia neoliberista insieme al Cato Institute e la Heritage Foundation negli Stati Uniti, l’Adam Smith Institute e l’Institute of Economic Affairs in Gran Bretagna, la Mont Pelerin Society fondata in Svizzera nel 1947, la Trilateral Commission, nata nel 1973. Le discussioni di questa conferenza non sono mai registrate o riportate all’esterno, e anche per questo gli incontri del Bilderberg sono stati oggetto di critiche e di varie teorie del complotto, come ad esempio quella sostenuta da Daniel Estulin nel libro “Il Club Bilderberg”. Gli organizzatori della conferenza si sono sempre difesi spiegando questa loro scelta con l’esigenza di «garantire ai partecipanti maggior libertà di esprimere la propria opinione senza la preoccupazione che le loro parole possano essere travisate dai media». È davvero così?

Tutto inizia nel 1954. La prima conferenza, nata per iniziativa del banchiere statunitense David Rockefeller, si tenne il 29 maggio 1954 presso l’hotel de Bilderberg a Oosterbeek, vicino Arnhem, nei Paesi Bassi. L’iniziativa di tale prima conferenza fu presa da molte persone, incluso il politico polacco Józef Retinger, preoccupato dalla crescita dell’antiamericanismo nell’Europa occidentale e col fine di favorire la cooperazione tra Europa e Stati Uniti in campo politico, economico e militare. Per quella prima conferenza vennero contattati il principe Bernhard van Lippe-Biesterfeld, il primo ministro belga Paul Van Zeeland e l’allora capo della Unilever, l’olandese Paul Rijkens. Il principe Bernhard van Lippe-Biesterfeld a sua volta coinvolse Walter Bedell Smith, capo della CIA. La lista degli ospiti fu redatta invitando due partecipanti per ogni nazione, uno per la parte liberale e l’altro per l’opposta parte conservatrice. Cinquanta delegati da undici paesi europei insieme a undici delegati statunitensi parteciparono a quella prima conferenza.

Bilderberg 2016. La storia dei giorni nostri racconta che la conferenza del Bilderberg è organizzata da una commissione permanente (Steering Committee) della quale fanno parte due membri di circa 18 nazioni differenti. Oltre al presidente della commissione è prevista la figura di segretario generale onorario. Non esiste la figura di membro del gruppo Bilderberg ma solo quella di membro della commissione permanente (“member of the Steering Committee”). Esiste anche un gruppo distinto di supervisori. Il club dei segreti attualmente comprende circa 130 personalità del mondo politico, economico e accademico. Nella più recente occasione, nel 2016, il Bilderberg si è riunito a Dresda, dal 9 al 12 giugno per discutere di vari temi, dalla crisi dei migranti al prezzo del petrolio; dallo stato dell’economia fino alla Cina, ma saranno il referendum sulla Brexit, il Ttip e le elezioni presidenziali negli Stati Uniti che hanno poi portato all’elezione di Donald Trump. Nella lista degli invitati diffusa sul sito del Bilderberg per la riunione di un anno fa c’erano il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, due premier – Mark Rutte, Olanda, e Charles Michel, Belgio – i ministri delle Finanze di Olanda e Canada, i ministri della Difesa e degli Interni tedeschi, Ursula van der Leyen e Thomas de Maziere, la vice presidente della Commissione europea Kristalina Georgieva. Fra gli italiani c’erano Franco Bernabè, ex presidente di Telecom, la giornalista Lilli Gruber (che era stata già invitata nel 2013), l’ex sottosegretario agli Esteri Marta Dassù, Claudio Costamagna, presidente di Cassa Depositi e prestiti, e John Elkann, presidente di Fca (entrato nel 2014). Alla riunione del Bilderberg nel 2015 a Telfs-Buchen, in Austria dall’11 al 14 giugno c’era anche l’ex primo ministro italiano Mario Monti, oltre che il re dell’acciaio italo-argentino Gianfelice Rocca.

Da Dresda a Taormina? Rockfeller voleva davvero portare il Bilderberg a Taormina? La sua idea era quella di fare un contro-vertice dei potenti proprio nella stessa sede del G7 per comunicare qualcosa o far capire qualcosa ai sette grandi che si riuniranno qui il 26 e 27 maggio? Circondato da imponenti misure di sicurezza, il gotha dell’establishment politico, economico e finanziario mondiale, col suo alone di mistero su cosa sia realmente, rappresenta il “fattore x dell’umanità”. Mentre Taormina si prepara al G7 e alla zona rossa di maggio, il pensiero va al contro-vertice del Club Bilderberg. E a come potrebbe essere questo eventuale ulteriore e clamoroso appuntamento in Sicilia. Quando si riunisce il Bilderberg la polizia predispone un cordone di sicurezza intorno all’hotel che lo ospita, che viene interamente riservato al club per tenere lontani curiosi e giornalisti. Nonostante la lista dei partecipanti sia ormai pubblica, la segretezza degli incontri resta il mantra del circolo dove a porte chiuse rappresentanti dell’economia e del mondo accademico dibattono di questioni come la globalizzazione o come la Russia e le elezioni Usa, con l’obiettivo – come recita lo statuto del Club – di «promuovere il dialogo tra Europa e America del Nord». Una definizione che però non convince nessuno dei teorici del complotto che sottolineano come le riunioni avvengano sempre in concomitanza di appuntamenti cruciali per l’economia e la politica.

L’ultimo segreto. Le cronache raccontano che da questa élite del Club Bilderberg emergono spesso le figure chiave dello scacchiere internazionale e che questi incontri nascono altrettanto spesso le linee guida della globalizzazione. Capi di Stato, ministri del tesoro e altri politici dell’Unione europea ma anche esponenti di spicco dell’alta finanza europea e anglo-americana. Una storia che potrebbe presto vivere un altro capitolo misterioso a Taormina o forse una storia che non ci sarà mai, perché l’immortale filantropo forse non ha avuto il tempo per portare a compimento il suo piano segreto.

© Riproduzione Riservata

Commenti