David Rockefeller
David Rockefeller

È morto nelle scorse ore all’età di 101 anni il filantropo David Rockefeller, l’ultimo nipote ancora in vita di John Rockefeller, il fondatore di Standard Oil. Il suo nome ha rappresentato praticamente un pezzo di storia di Wall Street e del capitalismo americano — e in quanto tale era il patriarca della famiglia. Nato a New York il 12 giugno 1915, l’ultimo dei sei figli di John Davison Rockefeller Jr. Rockefeller si è spento per insufficienza cardiaca nel sonno nella sua abitazione a Pocantico Hills, nello Stato di New York.

Una vita da protagonista. Nel corso della sua lunga vita, David Rockfeller è stato il numero uno della Chase Manhattan Bank, l’istituto che poi ha dato vita a JPMorgan Chase ed era stato appena stato inserito da Forbes nella classifica — pubblicata lo stesso giorno della sua morte — degli uomini più ricchi del mondo: sua la 581esime posizione, con 3,3 miliardi di dollari. Ma era al primo posto tra gli anziani più ricchi del pianeta. A differenza dei fratelli Nelson e Winthrop, che entrarono anche in politica, e John D. III e Laurance, attivi esclusivamente nella filantropia, David Rockefeller fu un autentico uomo d’affari: entrò nel 1940 alla Chase Bank, di cui divenne presto uno dei top manager, e nel 1955 varò la fusione con The Manhattan Company, dando vita alla Chase Manhattan Bank. Del colosso bancario, di cui fu presidente e amministratore delegato, è stato l’anima dell’espansione internazionale — come ha raccontalo nella sua autobiografia “La mia vita” (Mondadori, 2002) — tessendo relazioni con oltre 200 tra capi di Stato e di governo di oltre 100 Paesi al mondo, compresi quelli nella lista nera delle relazioni diplomatiche con Washington. Rockfeller è stato pure ritenuto uno dei membri fondatori del Gruppo Bilderberg.

La cena del patriarca a Taormina. David Rockefeller nell’ottobre dello scorso anno era stato a Taormina, dove alla veneranda età di 101 anni, si era fermato a cena al ristorante “Al Duomo”, accolto dai “padroni di casa”, Claudio Mendolia e la moglie Vanessa Cannizzaro. Il magnate americano, nell’occasione, si era concesso un ricco e delizioso menù cucinato per lui e per i compagni di tavolo presenti alla cena: spaghetti con le sarde, poi un’insalata mista, cannolo verde, funghi, carpaccio di cinisara, spaghetti al nero di seppia, tonno con cipollata, pasta al sugo di melanzane e ragù, gamberoni, macco di fave, capocollo suino, filetto cinisar, petto di anatra, accompagnati da un uno chardonay tasca, calice bianco e barolo. «Tutto squisito, voi siciliani siete davvero bravi», disse poi a fine cena l’ospite d’eccezione che aveva alloggiato in quelle ore in un noto albergo cinque stelle lusso di Taormina centro.

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