Protesta Femen

Possibile protesta nudista a Taormina in occasione del G7. Oltre ai tradizionali movimenti antagonisti che da mesi già stanno organizzando le loro iniziativa di dissenso nei giorni del summit internazionale contro le politiche dei grandi del pianeta, potrebbe infatti registrarsi anche la presenza in terra siciliana delle attiviste di “Femen”, movimento femminista di protesta nato a Kiev nel 2008. Il sodalizio rosa è divenuto famoso, su scala internazionale, per la pratica del manifestare a seno nudo contro il turismo sessuale, il sessismo e altre discriminazioni sociali. Alcuni degli obiettivi delle contestatarie in topless sono quelli di “incrementare le capacità intellettuali e morali delle donne” e nello specifico il sodalizio si è rivolto sin dall’origine alle giovani donne ucraine.

La protesta al G7 2014. «Ricostruire l’immagine dell’Ucraina, un paese dalle ricche opportunità per le donne» e «modificare l’immagine dell’Ucraina all’estero da meta di turismo sessuale a paese democratico», sono le due principali finalità di Femen. E proprio le Femen hanno già compiuto un blitz al G7 di Bruxelles nel 2014, quando le attiviste, rigorosamente in topless, hanno protestato davanti al quartier generale del Consiglio europeo contro i principali leader mondiali. Le nudiste, in quella circostanza (come praticamente nelle altre occasioni di volta in volta) sono state poi portate via dalla polizia.

Un movimento in espansione. La colonna portante del movimento è costituita da studentesse universitarie tra 18 e 20 anni e non si esclude che, dunque, in occasione del vertice di Taormina possano registrarsi altre adesioni al movimento. Alle manifestazioni del gruppo partecipano, solitamente, circa 20 volontarie in topless insieme ad altri membri invece vestiti. La maggior parte delle manifestazioni si è svolta in Ucraina, ma Femen ha anche manifestato in altre città quali Odessa, Dnipro, Milano, Londra, Vienna, Istanbul, Parigi, Roma e Venezia. Punti di riferimento sono nati, nel tempo, anche a Varsavia, Zurigo, Roma, Tel Aviv, Rio de Janeiro.

Il senso della protesta nudista. «Il togliersi gli indumenti durante le proteste – ha evidenziato Inna Shevchenko al quotidiano britannico “The Guardian” – serve affinché le persone possano vedere che non abbiamo armi, eccetto i nostri corpi» e che questo comportamento, «in un mondo che appartiene agli uomini. È l’unico per provocarli e catturare l’attenzione di tutti. Noi non nascondiamo i nostri corpi, né i nostri volti, ci confrontiamo con i nemici faccia a faccia. Li guardiamo negli occhi e dobbiamo essere ben preparate fisicamente per farlo».

Il raid contro Draghi. Molti ricorderanno anche quando nel 2015 il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, venne preso di mira da una manifestante del movimento di Femen e in quel caso si registrò un’incursione (pacifica) a suon di volantini e coriandoli contro la “dittatura” della BCE e in aperto dissenso verso quelle politiche di austerità di cui – in verità, diciamolo francamente – sono in tanti ad essere stanchi e stufi, mentre la casta conserva i suoi tanti privilegi. «Noi vogliamo far capire alle persone – evidenziano le Femen riferendosi ai potenti – la grande responsabilità che hanno nel poter cambiare le cose. Non possono pensare soltanto alle loro tasche oppure che se va male agli altri loro poi non sono responsabili».

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