Etna in eruzione

Dieci persone sono rimaste ferite dall’improvvisa esplosione di uno dei crateri dell’Etna che è in attività. I malcapitati sarebbero stati colpiti da materiale lavico. Nessuno di loro sarebbe in gravi condizioni. Sei persone saranno ricoverate negli ospedali di Catania e Acireale. Una nuova fase eruttiva, di tipo “stromboliano”, è attiva da alcuni giorni dal nuovo cratere di Sud-Est dell’Etna.

Incremento dell’attività eruttiva. L’attività vulcanica ha subito, e quindi fatto registrare, un significativo incremento nella mattinata del mercoledì appena scorso, generando una colata lavica sommitale. Il “braccio” in attività eruttiva, a quanto pare, emergerebbe dal versante meridionale dalla bocca eruttiva del nuovo cratere di Sud-Est, dove sono presenti fontane di lava e boati. L’eruzione in atto, ben visibile anche da Catania e dai paesi della zona pedemontana, non sta creando comunque disagi al traffico aereo dello scalo di Fontanarossa.

Il precedente. Sul vulcano si verificò un precedente con conseguenze molto più gravi, durante un’escursione il 12 settembre 1979. Un pullman di turisti, partito da Nicolosi, arriva sino alla Bocca Nuova, un cratere che, dopo una breve eruzione era tornato tranquillo, sigillato anzi da un “tappo” di lava, solido e poroso. Ogni tanto il cratere sbuffa: sibili di gas squarciano l’aria, ma nessuno si preoccupa. Qualche studioso ha già lanciato l’allarme: c’è pericolo che la pressione del gas provochi un’esplosione. E quel 12 settembre, mentre i turisti affacciati sulla Bocca Nuova scattano fotografie, il “tappo” salta in aria. Un boato, una pioggia di pietre e schegge falcia il gruppo dei turisti. Nove rimangono in quella occasione uccisi, 23 feriti.

© Riproduzione Riservata

Commenti