Una tipica
Una tipica "Beehives" della Villa comunale di Taormina

Il 4 marzo scorso, nella sede a Giardini Naxos, il Circolo di Legambiente Taormina Alcantara si è riunito con le associazioni che hanno risposto all’invito loro fatto durante l’incontro alla Villa Comunale il 24 Febbraio. Erano presenti: l’Associazione Taormina Obbiettivo Recupero, il Comitato Civico per salvare la Baia di Naxos, il Club per l’Unesco di Taormina, Valli d’Alcantara e Agrò, La Fidapa, la sezione di Giardini Naxos dell’Unicef, Quelli che … Arte e Cultura a Taormina e Lucia Esposito in rappresentanza dell’Istituto Comprensivo 1 Taormina.

Il vuoto della politica. «Si è parlato – fa sapere Legambiente – della necessità di porre fine allo stato di vergognoso degrado della Villa Comunale prima che divenga irreversibile: i belvederi, gli splendidi “Beehives” che la caratterizzano, sono inagibili e a rischio di crollo ormai da decenni, costituendo un pericolo per la pubblica sicurezza. Sulla stampa compaiono continuamente promesse dell’Amministrazione, specialmente ora con i riflettori puntati sul G7, ma non si vede alcun inizio dei lavori. Se l’Amministrazione di Taormina non riesce in alcun modo ad intervenire (neanche per un evento globale come il G7) dovrà dunque essere la cittadinanza ad assumersi la responsabilità della difesa del proprio patrimonio comune, occupando il posto lasciato vuoto dalla gestione politica».

L’incontro pubblico del 18 marzo. «La presidente del Circolo di Legambiente Taormina Alcantara, Anna Nöessing, ha presentato la proposta di creare una fondazione sponsorizzata da privati e da fondi pubblici, che si faccia carico direttamente del restauro e poi della gestione della Villa comunale. Si è discusso sulle modalità di attuazione del progetto e si è deciso di creare prima un Comitato Civico che riunisca tutte le associazioni del comprensorio per una campagna di sensibilizzazione che tenti ancora di fare in modo che l’Amministrazione di Taormina faccia il suo dovere per la Villa e attui ora la sua messa in sicurezza, con i fondi del G7, e poi il suo restauro, utilizzando i proventi della tassa di soggiorno. Il comitato civico, in una seconda fase, si trasformerebbe in una fondazione che collaborando con Università, parchi botanici e associazioni potrebbe cooperare o prendere su di sé la gestione della Villa comunale. Come inizio convochiamo una conferenza stampa, a cui sarà presente il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna, per sabato 18 marzo 2017, alle ore 11 sempre alla Villa Comunale, e invitiamo a partecipare tutta l’amministrazione comunale per discutere, pubblicamente, del futuro della Villa comunale insieme alla cittadinanza e alle associazioni».

Recuperare la Villa comunale. «Crediamo sia indispensabile ritrovare orgoglio civico e una solidarietà fattiva per riuscire a recuperare la Villa Comunale che rappresenta una parte così importante dell’identità di Taormina. La Villa, non è solamente stata l’unico polmone verde della città e il privilegiato parco giochi di generazioni di bambini del nostro comprensorio, ma è il luogo dove la cittadinanza può ritrovare una socialità perduta e frammenti della sua autentica memoria storica, da troppo tempo viziata da leggende turistiche a buon mercato che sembrano sostituire qui ogni seria ricerca. Così si giunge al punto che un personaggio così importante per la storia recente di Taormina come la creatrice del giardino della Villa, Lady Florence Trevelyan Cacciola, sia quasi dimenticato, oscurato da dicerie spesso false e sempre irrilevanti sulla sua vita privata. È triste e indicativo di una pericolosa amnesia collettiva che siano invece oggetto di oblio la sua attività filantropica e quello che ha fatto per la città progettando un giardino originalissimo per costruzioni e botanica, un piccolo paradiso della biodiversità grazie alla piantumazione di essenze rare, ora quasi del tutto scomparse, e lasciando un testamento in cui proibiva agli eredi, pena la perdita del lascito, di tagliare alberi, costruire o coltivare intensamente nei terreni che aveva acquistato e trasformato in parco, testamento che ha permesso al suo meraviglioso giardino di rimanere tale fino all’esproprio del 18 febbraio 1923 con cui fu trasformato nella nostra Villa comunale».

Una storia da onorare. «Taormina e la sua storia meriterebbero una ben diversa cura. La Villa comunale ci racconta un periodo di passaggio fondamentale, il momento in cui, finita anche l’ultima fase del Gran tour, Taormina cominciava ad essere popolata da ricchi viaggiatori che non la consideravano più una tappa di un viaggio di ricerca o formazione, ma la eleggevano a propria residenza. Saranno proprio personalità come la Trevelyan, Geleng, Von Gloeden, Kitson, personaggi certo minori rispetto ai grandi intellettuali del Grand Tour che li avevano preceduti, a rendere Taormina una stazione turistica alla moda. I primi, da Goethe ai pittori paesaggisti, avevano creato il mito letterario e iconografico di Taormina grazie al quale i secondi andranno a viverci, trasformando radicalmente, nel bene come nel male, il suo paesaggio e la sua vita sociale. Anche la vera storia turistica di Taormina (e non i soliti piccanti pettegolezzi, non importa se veri o no, su scrittori, attori e jet set) dovrebbe avere un luogo dove essere raccontata, e anche per questo pensiamo che sia fondamentale che la Villa comunale venga non solo messa in sicurezza ma restaurata e fatto fruire alle giovani generazioni con cura e competenza».

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