Pioggia di ricorsi tributari contro il Comune

Il Comune di Taormina proverà a resistere in giudizio contro una vera e propria “pioggia” di ricorsi tributari presentati da cittadini, aziende, commercianti e soprattutto albergatori contro le notifiche di cartelle su varie imposizioni ed accertamenti posti in essere dalla casa municipale. I contribuenti hanno riscontrato i presupposti per poter fare ricorso, ravvisando con i propri legali che non vi fossero i presupposti per le richieste di pagamento fatte dal Comune e in alcuni casi anche errori nelle notifiche delle cartelle. Ed in riferimento alle questioni in oggetto ora la Giunta ha dato mandato al sindaco Eligio Giardina per far costituire il Comune di Taormina innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Messina e a quella Regionale nei giudizi promossi dai contribuenti.

I casi contestati. Si tratta di una ventina di ricorsi sui quali il Comune ha impegnato 25 mila euro in bilancio per le spese legali, dovrà difendersi e sarà chiamato, di riflesso, a dimostrare se quelle richieste di pagamento fossero effettivamente dovute o se altresì errate. Tra i ricorsi presentati nei confronti del Comune si è mossa Telecom Italia, che ha chiesto l’annullamento di un avviso di pagamento della Tari, ma anche la società Ristoranti Sicilia che ha contestato un avviso di pagamento Tari 2016 per 20 mila euro. Un’altra società ha chiesto l’annullamento dell’avviso di accertamento dell’imposta di soggiorno per gli anni 2013-14-15 per ben 356 mila euro. Un residente ha fatto ricorso per far annullare cartelle esattoriali da 68 mila euro. E si sono mossi anche gli albergatori con la “TaoHotels” che ha contestato l’avviso di accertamento sempre sulla tassa di soggiorno per gli anni 2013-14-15 per l’ammontare di 260.828,90 euro. Un noto ristoratore ha poi chiesto l’annullamento dell’iscrizione al ruolo per la Tarsu dal 2005 al 2008 per quasi 20 mila euro. Ed alcune società alberghiere della zona hanno contestato l’avviso di accertamento della tassa di soggiorno per importi di 3800 euro, 23 mila 651 euro e 94 mila 613 euro e 5 mila 240 euro. E sempre una società alberghiere del luogo ha fatto ricorso sulla tassa di soggiorno, avverso l’iscrizione a ruolo di 39 mila euro.

Altre dispute. Altre contestazioni riguardano Tarsu e Tares dal 2000 al 2015 e l’omesso versamento di tasse automobilistiche e la tassa di smaltimento rifiuti. Il Comune prende atto che un’Associazione Culturale ha ottenuto, intanto, dalla Commissione Tributaria Provinciale di Messina l’accoglimento del ricorso sull’accertamento dell’imposta comunale sulla pubblicità 2015 per 2 mila 665 euro. E a tal proposito il Comune proporrà ora ricorso. Tante casistiche da dirimere, dunque, e altrettanti segnali che evidentemente nella macchina comunale di imposizione e riscossione dei tributi locali in questi anni qualcosa negli ultimi 15 anni non ha funzionato e continuano ad esserci problemi.

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