La consigliera comunale del Partito Democratico, Graziella Longo
La consigliera comunale del Partito Democratico, Graziella Longo

La consigliera comunale del Partito Democratico, Graziella Longo, contesta il recente atto di indirizzo votato dal Civico consesso sul Parco di Naxos, che dispone la fuoriuscita di Taormina dall’attuale realtà comprensiva oltre alla Perla dello Ionio anche dei beni culturali di Giardini e Francavilla di Sicilia, e che ne dichiara anche l’illegittimità quindi dell’atto di adesione da parte del Comune di Taormina. «In relazione all’atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale – con 6 voti favorevoli, 4 contrari e 4 astenuti – nella seduta del 7/3/2017, relativo alla “Istituzione del sistema dei beni culturali di Taormina” – si legge nella nota diffusa dalla consigliera Longo – intendo formulare alcune riflessioni, evidenziando che anche il consigliere Piero Benigni è sulla mia stessa posizione. Deve in primo luogo essere stigmatizzato il gravissimo atteggiamento assunto dai proponenti, Pinuccio Composto e Nunzio Corvaia, e da qualche altro consigliere che li ha spalleggiati. Gli stessi, che si sono rivelati “sordi” ad ogni tentativo di approfondire seriamente l’argomento, pretendendo una adesione supina e non ragionata alla loro iniziativa, hanno respinto con arroganza gli sforzi del Presidente della seduta, la consigliera Rosy Sterrantino, di riportare il dibattito nei giusti termini di civiltà e compostezza. Hanno fatto oggetto la Presidente di continue aggressioni verbali, scendendo sul terreno della contumelia gratuita al fine di imporre le loro assai discutibili interpretazioni del regolamento consiliare, riservando analogo trattamento anche ad altri consiglieri che hanno manifestato le loro perplessità per un simile inammissibile modo di procedere».

Scontro sulla revoca in autotutela. «È stata scritta una pagina nera per il Consiglio Comunale di Taormina – secondo Longo – che non dovrà mai più ripetersi. In ogni caso l’atto di indirizzo non può in alcun modo essere condiviso né nella forma né nella sostanza. Esso è frutto di una logica errata e di una conoscenza approssimativa della materia ed è formulato in termini inaccettabili sul piano del diritto che lo rendono – di fatto – privo di ogni valore giuridico. Ci chiediamo, infatti, come sia possibile “dichiarare illegittimi” atti amministrativi risalenti a diversi anni addietro e che hanno spiegato la loro efficacia. Ci chiediamo come possa il sindaco di Taormina revocare in autotutela provvedimenti posti in essere da altre autorità».

Querelle con riverberi storici. «Nel merito – continua la nota della consigliera Longo – appare inaccettabile la proposta della istituzione di un Parco archeologico di Taormina autonomo dal Parco di Naxos, al quale è in atto affidata la gestione e la valorizzazione dei siti archeologici e dei beni culturali della nostra città. Ed infatti a Naxos ci lega una storia comune: Tauromenium fu fondata nel 358 a.C. dai profughi della prima colonia greca di Sicilia, risalente al 734 a.C. e che era stata poi distrutta da Siracusa. Lo straordinario patrimonio archeologico che abbiamo la fortuna di possedere può perciò essere tutelato e valorizzato al meglio solo alla luce di questa comune origine. Ancora, mentre esiste un continuum territoriale tra Taormina e Giardini Naxos, che non caso sino al 1847 costituivano un’unica entità amministrativa, l’immagine della nostra città non può essere separata da quella della baia di Naxos che ne costituisce la bellissima cornice paesaggistica. Ma vi è di più. Solo una visione campanilistica ormai superata, una concezione miope ed arretrata possono portare a negare l’esigenza – onde rispondere alle esigenze di un turismo culturale sempre più in espansione – di una moderna politica comprensoriale della quale il Parco di Naxos può e deve costituire una indispensabile premessa».

Il cambio di nome. «Il problema è quindi non già quello di creare un nuovo organismo, ma di fare funzionare al meglio quello esistente che – è bene ricordarlo – ha acquistato solo recentemente la sua autonomia gestionale e finanziaria e sta muovendo, perciò, i suoi primi passi. A tal fine è giusto ipotizzare un diverso ruolo della nostra città all’interno del Parco di Naxos, che riteniamo deve al più presto cambiare la sua denominazione per diventare il “Parco Archeologico di Taormina e di Naxos”».

Azione legale del Comune. «Infine – conclude la consigliera Longo -, è errato legare il problema della mancata corresponsione delle somme dovute al nostro Comune dalla regione Siciliana, in virtù della convenzione già esistente, a quello della “fuoriuscita” dal Parco. Al riguardo, invece è giusto che il Comune percorra ogni strada, anche ricorrendo all’azione legale, onde ottenere quanto gli spetta. In definitiva si tratta di un argomento importante che non può essere affrontato – come è stato fatto dai consiglieri che hanno approvato l’atto di indirizzo – in chiave elettoralistica e demagogica. Sarebbe stato facile condividere proposte che ricerchino il facile consenso, ma è necessario invece operare con rigore ed onestà intellettuale a tutela degli interessi della città».

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