Maschere del famoso Carnevale di Venezia
Maschere del famoso Carnevale di Venezia

Il Carnevale, rilanciato dalla recente edizione che ha visto il ritorno dei gruppi in maschera a Taormina centro e il boom dei carri di Trappitello, può diventare uno dei possibili eventi trainanti per la tanto discussa e mai raggiunta destagionalizzazione del turismo per la Città di Taormina? In paese se ne parla e c’è chi ritiene che si possa puntare proprio su questo appuntamento per invogliare i turisti anche in bassa stagione.

Fare chiarezza. «Si parla tanto di destagionalizzazione del turismo a Taormina – afferma in una lettera aperta il taorminese Gioacchino Aveni -, ed una possibilità per poterci lavorare arriva ogni anno dal calendario: il Carnevale!!! Fermo restando nel fare i complimenti ai ragazzi che con fatica e sacrificio hanno realizzato il carnevale nel centro storico, ma mi chiedo: può Taormina avere un Carnevale come un qualsiasi altro paesello? Può Taormina parlare di turismo invernale quando non approfitta neanche delle “feste comandate”? Tutto sta nel capire se si vuole veramente investire nel turismo invernale e se l’imprenditoria taorminese vuole veramente avere gente “tra i piedi” in inverno o preferisce, come adesso, fare le valigie e spostarsi in massa “tutti insieme appassionatamente” a “Taolandia”. Se non si vuole investire nel Carnevale, allora è inutile fare polemiche e suscitare polveroni ogni anno, perché quello che si fa va benissimo, i giovani si divertono, i paesani si divertono e come in qualsiasi altro paesello “si fa quel che si può”. Questo atteggiamento è quello degli ultimi 20 anni perché, diciamocelo sinceramente, nessuno ha investito più di tanto nel Carnevale di Taormina».

Andare oltre i ricordi. «Differente è la prospettiva se si vuole investire nel Carnevale Taorminese e nella destagionalizzazione del turismo. Se questo è il desiderio e l’obiettivo, Taormina deve ingegnarsi: evitare tutto quello che si fa negli altri paesi e che per questioni logistiche, economiche e per comodità, riescono inesorabilmente meglio. Secondo me Taormina non può vivere dei ricordi del carnevale che fu e non deve fare un Carnevale fotocopia di nessun altro carnevale».

Qualcosa di nuovo. «Taormina deve inventarsi il suo “format” di Carnevale, deve essere originale, elegante, eccellente, creativo, ricercato, un Carnevale da sogno (Venezia docet). Per fare questo ci vogliono un bel po’ di soldi sicuramente, ma qui è una questione di scelte, investire in qualcosa in cui si crede, perché bisogna creare il Carnevale con veri artisti, presentare spettacoli di eccellenza, scenografie, costumi “importanti ed imponenti”, feste danzanti con esibizioni artistiche a fare da cornice (vedi “Ballo del Doge”), sfilate che non siano i soliti carri di cartapesta ma macchine scenografiche e spettacolari con artisti che fanno spettacolo in variopinti e favolosi cortei e parate (stile “Balich”, “Cirque du soleil”). Per far questo ci vuole la massima collaborazione di tutte le forze della città, il Comune, Taormina Arte, i Commercianti, gli Albergatori (che potrebbero pensare a loro volta esclusivi eventi in maschera nelle loro stellate strutture), perché per creare qualcosa di nuovo c’è bisogno di grossi sforzi, coesione di idee e tanto entusiasmo».

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