Alessandro Gaglio (Dir. sportivo piscina comunale) e il documento firmato dal sindaco Giardina che ha bloccato lo sfratto
Alessandro Gaglio (Dir. sportivo piscina comunale) e il documento firmato dal sindaco Giardina che ha bloccato lo sfratto

Doveva essere la giornata dello sfratto e invece si è risolta con un nulla di fatto la procedura di rilascio dei locali della piscina comunale di contrada Bongiovanni che il Comune ha avviato nei confronti dell’ente gestore, il Corpo Volontario di Soccorso in Mare. «Il Cvsm resta e continuerà a gestire la piscina, le attività non si fermano», rende noto il presidente dell’associazione sportiva Giuseppe Sperlinga, che aveva preannunciato di essere pronto a “farsi arrestare” pur di non consegnare l’immobile al Comune. Il Comune si è recato in effetti questa mattina, intorno alle 10.30 ad eseguire lo sfratto, alla presenza del Comandante della Polizia municipale, Agostino Pappalardo e del dirigente dell’Ufficio Tecnico, Massimo Puglisi, e nella circostanza è stato redatto un verbale nel contesto dell’iter che ha visto la casa municipale intenta a notificare la fine della gestione. «Ma è qui – spiega Sperlinga – che abbiamo chiarito e dimostrato che la gestione del Cvsm finisce non il 9 marzo del 2017 ma nel 2026. Abbiamo fatto mettere a verbale che noi non lasciamo e non consegniamo le chiavi».

Colpo di scena. Ed è qui che dopo alcune schermaglie il Cvsm ha prodotto una nota del 26 agosto 2015, a firma del sindaco Eligio Giardina, nella quale si comunica al Cvsm «la disponibilità del Comune a rilasciare la fideiussione solidale a garanzia di un mutuo di 490 mila euro da concedersi all’associazione Cvsm, alle condizioni di tasso interesse fisso e per durata 10 anni». La nota riguarda l’iter con il quale il Cvsm ha ottenuto dal Credito Sportivo un finanziamento di 490 mila euro per i campetti sportivi. E quel documento in pratica allunga di ulteriori 9 anni il contratto. «Il 9+9 del contratto a suo tempo stipulato è diventato un contratto di 18 anni – evidenzia Sperlinga e ci sono atti che lo dimostrano, quindi non ci può essere nessuno sfratto». La procedura è stata così sospesa.

Opposizione all’elipista. Ma la contesa non è terminata qui e lo conferma il presidente del Cvsm: «Abbiamo già portato gli atti in Procura a Messina e nelle scorse ore ho depositato una istanza presso il Comune in opposizione alla delibera di variante urbanistica disposta il 16 febbraio scorso dal Consiglio comunale per i terreni dei campetti, ora destinati ad elipista provvisoria per il G7». «Abbiamo anche chiesto agli uffici e ai consiglieri che hanno votato quella delibera – conclude il Cvsm – se al momento di quella votazione fossero in possesso di tutta la documentazione sulla piscina, compresa la concessione di fideiussione per 10 anni. La procedura di sfratto, ad ogni modo, ci è parsa curiosa e fuori da ogni logica di realtà». Lo scontro non si placa e la telenovela sulla piscina comunale è destinata, insomma, a proseguire. L’appuntamento alle prossime puntate…

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