La presidente dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc in udienza da Papa Francesco lo scorso dicembre 2016. Foto di: L'Osservatore Romano
La presidente dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc in udienza da Papa Francesco lo scorso dicembre 2016. Foto di: L'Osservatore Romano

I genitori dei bambini ricoverati ed in cura al Centro di Cardiochirurgia di Taormina tornano a far sentire la propria voce sulla situazione di incertezza del Ccpm di contrada Sirina e nelle scorse ore una nota è stata inviata proprio portavoce delle famiglie, Caterina Rizzo, all’attenzione del Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, all’assessore alla Salute, Baldo Gucciardi e viene anche inviata a Sua Santità Papa Francesco. Tra i destinatari anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, il manager dell’Asp Messina, Gaetano Sirna, e la presidente del “Bambino Gesù” di Roma, Mariella Enoc ed il primario del Ccpm di Taormina, Sasha Agati.

Accordo Sicilia-Calabria. «Io sottoscritta Rizzo Caterina, in qualità di madre di Ilacqua Stefania, ragazza affetta da grave e complessa cardiopatia congenita e, in qualità di portavoce dei genitori che affidano i propri figli per le cure di cui necessitano alle mani accoglienti, preparate e protettive dei Medici che operano al Ccpm di Taormina, vorrei portare a Vostra conoscenza l’incertezza che, in particolar modo in questo momento, caratterizza le nostre vite e quelle dei nostri figli. Tale incertezza nasce dalla non conoscenza di ciò che accadrà a Giugno, mese in cui scadrà la proroga della Convenzione con il Ccpm di Taormina. Molteplici sono le alternative proposte ed, in particolare, un accordo con la Regione Calabria, la realizzazione di un Polo dello Stretto che, coniugando le due Regioni, Sicilia e Calabria, dia la possibilità ai nostri figli di essere curati e questo non in contraddizione con la creazione di un ulteriore Centro di eccellenza a Palermo».

Centro di eccellenza. «Il nostro obiettivo è quello di sollecitare, soprattutto chi di competenza, a fare in modo che questa incertezza finisca e che la firma da noi desiderata arrivi in tempi abbastanza celeri in modo da poter ripristinare un margine di serenità e di speranza, legate alla possibilità di poter continuare a curare i nostri figli a Taormina. La presente ha anche l’obiettivo di ringraziare quanti in questo anno hanno continuato a battersi al nostro fianco, quanti ci hanno sostenuto e quanti, figure politiche e non, si sono schierati dalla nostra parte. Ringraziamo indirettamente anche tutte le Associazioni ed i Presidenti che, utilizzando le nuove tecnologie, continuano a sminuire da una parte l’operato dei Medici e, dall’altra, la sofferenza dei nostri figli che vengono curati presso il Centro di Taormina. Ci preme ringraziarli lo stesso in quanto, con le loro critiche ed osservazioni, hanno permesso di parlare del Centro di eccellenza».

Assicurare le migliori cure. «Ci dispiace leggere ed ascoltare quanto detto e scritto da coloro che continuano ad attaccare l’inestimabile operato dei Medici scrivendo pubblicamente che si continuerà a mandare i bambini della Sicilia Occidentale fuori dalla Regione e non in un Centro come quello di Taormina. Noi vogliamo questa firma! Oltremodo, vogliamo focalizzare l’attenzione su ciò che si evince da alcuni articoli palermitani ovvero che né l’Ospedale Civico né l’Istituto Ismett sono ancora pronti ad accogliere il reparto in questione. Sulla base di quanto sopracitato e, sulla base dell’incertezza che ancora vige, noi vorremmo quest’accordo. In quanto genitori di figli malati vorremmo, altresì, precisare che, se allo scadere della proroga nulla verrà deciso, non garantendo al massimo il servizio continuando così in noi questo stato di incertezza, qualora i nostri figli dovessero accusare un malessere o problema, chiameremo in causa la Regione Sicilia nelle vesti di Crocetta e tutti coloro che allo scadere non hanno firmato la possibilità che il Ccpm rimanga a Taormina».

I diritti dei bambini. «Concludiamo affermando che in qualità di genitori noi non abbiamo mai preteso, ma chiesto garbatamente e, alle volte, supplicando, che venga lasciato questo reparto dando ai nostri figli il diritto che gli spetta. Spesso, lasciandosi trascinare da lotte e polemiche, si dimentica che al centro di tutte le discussioni vi sono bambini malati, bambini con gravi cardiopatie, ai quali è un dovere assicurare l’eccellenza, le migliori cure e quanto di meglio la sanità può dare e fare».

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