Giochi di luce, installazioni multimediali e proiezioni video potranno illuminare i monumenti di Taormina durante i giorni del G7. Il progetto, curato da un gruppo di docenti e studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Catania, è stato presentato nei giorni scorsi a Palazzo dei Giurati alla presenza del sindaco, Eligio Giardina, dell’assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica, Gaetano Carella, e dell’assessore all’istruzione e alle politiche ambientali e del verde pubblico Pina Raneri.

Il progetto di video mapping. «Abbiamo presentato a Taormina una simulazione di uno dei nostri ultimi lavori». Simone Scarpello, che tra pochi giorni conseguirà la laurea in scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Catania, accompagnato dai docenti Salvatore Tudisco, Enrico La Rosa e Corrado Rubino ha illustrato il progetto. Ma a parlare sono state le immagini. Una simulazione in scala ha mostrato cosa la start up Pixel Shapes, creata da Simone Scarpello e un gruppo di colleghi dell’Accademia delle Belle Arti, ha realizzato in occasione della riapertura del museo Guttuso a Villa Cattolica di Bagheria. Una coreografia di luci, colori e immagini sulla facciata principale del Museo ha incantato oltre sei mila visitatori alla serata inaugurale a Villa Cattolica lo scorso 26 dicembre. Un evento che ha incuriosito ed emozionato e che potrebbe ripetersi a Taormina, con forme e significati diversi, a fine maggio in occasione del summit mondiale. A “raccontarsi” con la tecnica del video mapping potrebbero essere i principali monumenti cittadini: Palazzo dei Giurati, Palazzo Corvaja, e forse anche il Duomo e Palazzo Ciampoli.

Riscrivere l’architettura. «Questo progetto vuole valorizzare i gioielli dell’architettura presenti sul nostro territorio – spiega Enrico La Rosa docente di Tecniche di Animazione Digitale all’Accademia delle Belle Arti di Catania – Si vuole raccontare l’architettura, nella sua storia e nei suoi contenuti. Nel caso specifico del lavoro realizzato per Villa Cattolica sede del Museo Guttuso si è voluto raccontare l’architettura della villa storica e l’artista palermitano. In ogni caso si tratta – sottolinea Enrico La Rosa – di interventi non invasivi, che non vanno ad incidere o danneggiare la superficie sulla quale vengono realizzati». «Il monumento non viene usato come un foglio di carta bianco sul quale si proiettano delle immagini – spiega Salvatore Tudisco docente di Valorizzazione dei Beni Architettonici e Paesaggistici all’Accademia delle Belle Arti di Catania – ma viene realizzata una interpretazione visiva del monumento. Il monumento racconta sé stesso, sia all’esterno con tutti i suoi fregi e decorazioni sia all’interno attraverso le proiezioni. Si ha così una visione d’insieme del bene architettonico».

SHARE