Il prof. Rocco Cappello
Il prof. Rocco Cappello

Continua a far scalpore la vicenda della collezione di 26 opere donate nel 2014 al Comune dal maestro d’arte Giovanni Fichera d’Occhiolà per farne una pinacoteca e che invece non si sa che fine abbia fatto. «Mai un cenno di risposta alle mie richieste di chiarimento, devo dedurre che degli onesti impiegati comunali abbiano abbellito i loro salotti», così protesta il 92 enne artista catanese, pittore e scultore, che vuole sapere dove sia finito quanto aveva destinato alla Città di Taormina e si è riservato di “procedere per le vie giudiziarie”. Adesso siamo riusciti a scoprire che il tramite tra il benefattore ed il Comune, per la donazione, era stato nell’ottobre 2014 il prof. Rocco Cappello, noto e stimato medico taorminese, che in passato aveva operato all’ospedale San Vincenzo il maestro Fichera d’Occhiolà. Il prof. Cappello conferma e non fa mistero della sua amarezza per quanto sta avvenendo.

Il racconto del prof. Cappello. «Conosco bene il maestro Fichera, persona di nobili valori umani e artista di riconosciuto valore internazionale. L’ho operato intorno al 1998 nel reparto di Urologia all’ospedale di Taormina, da me a quei tempi diretto. Ebbi modo di conoscerlo proprio in quella delicata occasione, è rimasto grato per l’esito positivo di quell’intervento e mi ha quindi informato della sua intenzione. Io stesso lo incoraggiai a fare una donazione di opere alla città di Taormina. Già l’anno scorso mi aveva scritto, evidenziami la sua preoccupazione e mi interessai presso l’Amministrazione comunale per sollecitare la vicenda ed affinché venisse rispettato ed onorato il gesto del benefattore. Mi era stato detto in Comune che avrebbero provveduto al più presto a trovare una soluzione. Apprendo adesso con rammarico di questa ulteriore comunicazione del maestro Fichera. Sono fortemente dispiaciuto anche perché è chiaro che le mie sollecitazioni non hanno avuto alcune esito. Si tratta di opere che io conosco e poteva essere un fatto positivo per la città poter esibire e mostrare ai turisti quanto donato da Fichera d’Occhiolà. Ci sono tanti luoghi vuoti tra i vari immobili comunali, tanti posti in cui una pinacoteca poteva essere accolta messa a disposizione di tanti visitatori. Continuo ad augurarmi e sperare che ciò sia ancora possibile». La donazione ha riguardato una Pinacoteca di 26 mie opere ad olio di varie misure, una monografia di circa 110 copie e varie critiche di storici elaborati da una nota casa editrice e 10 litografie 50 x 70 autenticate. La Pinacoteca Fichera d’Occhiolà però a Taormina ad oggi non è mai stata istituita.

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