Tre decenni di querelle, oltre 10 mila giorni di chiacchiere infinite, un lungi elenco di Amministrazioni comunali che non hanno mai saputo affrontare e risolvere il problema, e nemmeno il G7 pare destinato a fare il miracolo e risolvere il caso. Stiamo parlando del Palazzo dei Congressi di Taormina, l’eterna incompiuta ancora adesso non a norma. Il Palacongressi è destinato all’ennesima deroga provvisoria in vista del vertice internazionale e la svolta assomiglia ormai ad una chimera. La storia racconta l’atavica incapacità della politica taorminese di dare un’agibilità definitiva a questa struttura e oggi, a 80 giorni dal vertice dei potenti del pianeta, pure la burocrazia italiana sembra aggrovigliarsi attorno ad ostacoli che appaiono insormontabili come la certificazione antincendio della struttura.

L’eccezionale esempio cinese. E allora a mostrarci in modo eloquente ed anzi impietoso come a Taormina e in Italia le cose assumono tempi biblici, ed occorrono anni, mesi e decenni per un certificato mentre altrove, in silenzio e faticando giorno e notte, il mondo corre a velocità supersonica è il modello cinese. In Sicilia il Palacongressi aspetta l’agibilità da 30 anni: in Cina, il fare annienta il parlare e in 48 ore costruiscono un palazzo intero. Le immagini che vi mostriamo non necessitano di ulteriori commenti. Bastano e avanzano per far capire che non è una questione di progetti (quelli che comunque il Comune di Taormina specie in occasione di un G7 doveva predisporre in tempo) e non è neppure una questione di tempi: bisognerebbe semplicemente cambiare mentalità e, nell’era del Web, la gente fa in fretta a rendersi conto di come gira il mondo. Non esiste e non si può accettare che per un certificato trascorra un’eternità, a differenza di altri Paesi che in due giorni – repetita iuvant – realizzano palazzi e grattacieli.

Lavori giorno e notte. Nel video che vi mostriamo un gruppo di operai, aiutato da una mezza dozzina di gru, ha realizzato lo scheletro di un palazzo in sole 48 ore di lavoro. I lavori sono andati avanti giorno e notte senza alcuna interruzione, e questo ha consentito di terminare la struttura portante in due giorni e di completare l’edificio in altre 90 ore. Fantascienza? No. Un eccezionale esempio di buona volontà.

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