Palazzo dei congressi di Taormina
Palazzo dei congressi di Taormina

«Non sappiamo se il Palazzo dei Congressi sarà pronto e funzionale per l’appuntamento del prossimo 26 maggio; quello che invece ci sentiamo di affermare con sicurezza e che, permanendo l’attuale condizione di “non gestione” di tale struttura, il Palazzo rimarrà comunque inutilizzabile quale strumento di “destagionalizzazione” dell’offerta». Lo afferma Bruno De Vita, ex assessore del Comune di Taormina ed ex vice-capo di gabinetto dell’Assessore al Turismo, che da poco ha aderito al gruppo politico dell’on. Beppe Picciolo. De Vita si sofferma sull’incerta situazione del Palacongressi, che dovrebbe essere messo a norma in vista del G7 e per la cui agibilità si va sempre di più verso una vera e propria corsa contro il tempo. «Il Comune ha già elargito cospicue somme per la progettazione e sistemazione degli interventi per adeguare e “mettere a norma” tale struttura – si legge in una nota di De Vita -, ed oggi il Governo nazionale, nell’ambito del G7, è pronto ad investire le somme necessarie per garantire la funzionalità dell’immobile, ma mancano i progetti, tanto da poter affermare senza tema di smentita che le somme finora spese dal Comune non sono “investimenti” e neanche “elargizioni”, ma “sprechi”, funzionali solo a garantire l’utilizzo del Palazzo a pseudo-tecnici e inesistenti uffici del turismo».

Anni di immobilismo. «Nell’ottica di una corretta gestione del patrimonio comunale – ha lavorato – occorreva una programmazione del suo utilizzo nell’ottica di una gestione manageriale degli immobili, individuando realmente quelli strumentali, quelli che possono procurare redditi e quelli attualmente improduttivi: il Palazzo dei Congressi era naturalmente destinato a produrre redditi, ma una Amministrazione inadeguata ha cancellato tale ipotesi, preferendo continuare a spendere soldi per progettualità inutilizzabili e lavori inadeguati». «Alienare il bene, oppure valorizzarlo, affidarne la gestione mediante il sistema di “concessione di lavori pubblici” o Project Financing – continua De Vita – erano e sono tutte ipotesi funzionali e coerenti con il Programma che si era dato questa Amministrazione, ma dopo ben 4 anni non si è fatto nulla di tutto questo. Tali forme di affidamento prevedono la progettazione definitiva, la progettazione esecutiva e l’esecuzione delle opere necessarie a rendere pienamente utilizzabile la struttura nonché la loro gestione funzionale ed economica quale controprestazione a favore del concessionario: un procedimento apparentemente complesso, ma in realtà lineare e semplice, con la individuazione di un privato dotato di adeguate competenze e capacità finanziarie, disposto ad investire per acquisire la gestione del prestigioso immobile».

© Riproduzione Riservata

Commenti