Composizione di più opere dell'artista Fichera d'Occhiolà. Al centro della composizione grafica un autoritratto dell'artista
Composizione di più opere dell'artista Fichera d'Occhiolà. Al centro della composizione grafica un autoritratto dell'artista

Una donazione fatta al Comune di Taormina con 26 opere che non si sa che fine abbiano fatto. La storia e il monito rivolto alla casa municipale a fare chiarezza, arriva dall’artista catanese Giovanni Fichera d’Occhiolà, 92 anni, pittore, scultore e maestro d’arte. Il Comune di Taormina aveva promesso a Fichera che avrebbe realizzato una pinacoteca con le opere da lui donate ma quella pinacoteca non è mai nata e ora il benefattore chiede di sapere dove siano finito quanto aveva destinato alla Città di Taormina e reclama una risposta, «per non dover procedere per le vie giudiziarie».

La storia dell’artista. Giovanni Fichera, in arte “Occhiolà”, è nato a Catania nel marzo 1925. Vive a Grammichele e viene considerato dalla critica un figurativo espressionista, più volte riconosciuto non solo maestro d’arte ma anche accademico per meriti speciali, ha esposto quasi in tutto il mondo e preso parte a rassegne internazionali, ottenendo prestigiosi riconoscimenti, trofei e medaglie d’oro. Hanno parlato di lui fra gli altri: Carlo Sirtori, il Cardinale Martini, Giovanni Paolo XI, Giorgio Mascherpa, Paolo Levi, Pierluigi Bozzia, Renato Guttuso, Bruno Cassinari, Silvio Ceccato, Carlo Franza e altri. È inserito in molte riviste e cataloghi d’arte. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. Parte delle opere di questo artista sono in esposizione presso i Musei Vaticani (7 Opere mt. 5×3), i Musei di Pompei (2 Opere mt. 5×3), l’Aeroporto Kennedy – New York (1 Opera mt. 5×3), la Stazione Centrale di Milano (2 Opere mt. 5×3), la Stazione C.le Milano – Sala Reale (1 Opera mt. 5×3) e la Stazione Brignole di Genova (1 Opera mt. 5×3). Fecondo interprete della realtà esistenziale del nostro tempo, nel tempo Fichera ha dato un’impronta significativa all’arte innestandovi il senso più autentico del messaggio cristiano, verso la fratellanza universale quale fine per risolvere i problemi dell’umanità. Le sue opere sono popolate da emblematiche figure, i suoi ritratti rivelano una spiccata capacità percettiva. Egli usa il colore in modo estremamente personale, dosandolo con abilità nella creazione delle atmosfere.

Donazioni ai Comuni. Fichera d’Occhiolà ha dato in donazione gratuite 600 opere, divise in 25 Pinacoteche da 25 opere a città per la visione di cittadini e turisti. Dal 25 Aprile 2015 ha voluto che fossero così ripartite nei seguenti Comuni: Acicastello 25 opere, Acireale 25, Adrano 25, Archeoclub d’Italia 30, Belpasso 25, Giarre 25, Caltagirone Comune 25 e ai Musei Civici 30, Forza d’Agrò 25, Licodia 25, Grammichele 101, Giardini Naxos 25, Piazza Armerina 25, Nicolosi 25, Mascalucia 25, Palagonia 25, Riposto 25, Rapallo 25, Siracusa 25. E ci sarebbero anche le 26 di Taormina, di cui però l’artista non ha più avuto alcuna notizia su che fine abbiano fatto.

Un mistero irrisolto. «Nell’ottobre 2014 – scrive Giovanni Fichera in una nota indirizzata al sindaco e agli assessori della Giunta – ho donato al Comune di Taormina una Pinacoteca di 26 mie opere ad olio di varie misure, una monografia di circa 110 copie e varie critiche di storici elaborati da Mondadori e 10 litografie 50 x 70 autenticate. La Giunta ha condiviso e promesso alle mie condizioni che prima dell’anno 2015 si sarebbero collocate le opere per perenne visita turistica, con invito e monografie, Opere Fichera d’Occhiolà Pinacoteca Comunale di Taormina. Vani però sono stati i fax, le lettere normali, le raccomandate e legali per sapere. Mai un cenno di risposta e devo dedurre che si manca d’educazione, oppure degli onesti impiegati comunali hanno abbellito i loro salotti. Siamo nel 2017, la Pinacoteca Fichera d’Occhiolà a Taormina non esiste».

Verso le vie giudiziarie. «Per la seconda volta, allora – conclude Fichera – onde evitare provvedimenti giudiziari chiedo si faccia onore alle reciproche condizioni, oppure restituitemi la donazione, presso il Museo Fichera d’Occhiolà. Ho 92 anni e grazie all’aiuto di un medico taorminese sto bene ma il Comune di Taormina forse ha intenzioni fasulle. Spero mi facciano sapere, se vivono ancora».

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