Andrea Raneri, presidente Consorzio Rete Fognante
Andrea Raneri, presidente Consorzio Rete Fognante

Verrà presentato la prossima settimana il ricorso al Tar di Catania, nei confronti della Regione Siciliana, da parte del Consorzio Rete Fognante di Taormina e Giardini (che interessa anche Castelmola e Letojanni) con il quale la Regione ha diffidato ed in sostanza imposto lo stop entro 90 giorno al Consorzio sullo scarico del refluo del depuratore nel fiume Alcantara. Da Palermo, a seguito di denunce del Movimento Cinque Stelle, è stata disposta nelle scorse settimane la sospensione, nelle more del ripristino dello scarico sotto-costa, all’autorizzazione per lo scarico. L’ente consortile non ci sta e il presidente Andrea Raneri annuncia l’imminente presentazione dell’istanza di opposizione presso il tribunale amministrativo etneo. Il Consorzio, tra l’altro, si trova anche a dover fare i conti col pericolo irrisolto dell’Alcantara che minaccia le strutture di contrada Pietre Nere ogni qualvolta arrivano le piogge. A tal proposito dalla Regione non è arrivata nessuna risposta alla richiesta di aiuto e a pochi mesi ormai dalla stagione turistica il rischio che permane è quello di eventuali danni al depuratore con risvolti potenzialmente negativi all’economia turistica del comprensorio.

Regione a due facce. «Possiamo dire che al danno si sta aggiungendo la beffa – ha dichiarato Raneri – perché da un lato la Regione è praticamente non pervenuta e non risponde alle nostre richieste di aiuto sul rischio di danneggiamento del depuratore in caso di piena dell’Alcantara, e dall’altro ci ha diffidato a non scaricare più nell’Alcantara. I lavori di ripristino dell’argine sinistro vanno previsti e attuati adesso, prima delle prossime piogge e non poi all’ultimo momento o quando forse sarà tardi per intervenire. Se Enel ha prontamente spostato il palo che serve l’intero comprensorio da Giardini e Taormina sino a Giarre, un motivo ci sarà e significa che loro hanno ravvisato quel pericolo che noi stiamo evidenziando e che abbiamo documentato nelle varie lettere trasmesse agli enti preposti ed in primis alla Regione».

Chiarimento con i Cinque Stelle. «Per quanto riguarda la questione dello scarico – prosegue Raneri – abbiamo avuto un incontro nei giorni scorsi con i deputati del M5S e c’è stato anche modo di avere un chiarimento. Deve fare riflettere anche il fatto che nel 2003 l’allora presidente del Consorzio, Carmelantonio D’Agostino, quando non fu più disponibile la condotta sottomarina, venne autorizzato a scaricare nell’Alcantara e così è stato poi sino al 2013. L’ultima istanza di autorizzazione venne fatta dall’ex presidente Pippo Manuli. Quindi, a Palermo decisero che non si poteva più scaricare e ricordo anche che avevano promesso 300 mila euro di finanziamento nel periodo della presidenza di Saro Carpita per opere di ripristino ambientale. Il vero paradosso è che non essendo noi in infrazione non abbiamo diritto al finanziamento e c’è, anzi, persino un procedimento penale in corso che mi riguarda».

Provocazione in vista del G7. Raneri lancia l’allarme e lo fa con una eloquente provocazione: «La Regione ci impone di non scaricare più nell’Alcantara e ci ha dato 90 giorni di tempo in tal senso, e allora ci dicano loro a m,aggio dove dovremo scaricare. Ad oggi una soluzione non c’è ed, in linea teorica, dovremmo chiudere gli stabilimenti. E se chiudiamo dovremo bloccare gli impianti: e cosa potrebbe accedere se saremo costretti a sospendere la depurazione proprio nel mese in cui è previsto il G7? Stiamo preparando ricorso al Tar e l’istanza comprenderà 3 analisi che attesta la bontà del nostro operato. Abbiamo il diritto di scaricare nell’Alcantara, non produciamo nessun inquinamento ambientale».

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