Il Caso G7 a Taormina con i ritardi e i paradossi, le contraddizioni e le preoccupazioni della gente ma anche di amministratori ed albergatori, al centro di un servizio andato in onda nelle scorse ore su Canale 5, nel programma Matrix. L’inchiesta e l’approfondimento a cura di Pietro Suber ha raccolto le testimonianze del sindaco Eligio Giardina, del presidente degli Albergatori Italo Mennella, del direttore del Parco archeologico di Naxos arch. Vera Greco e del direttore di TaorminaToday Emanuele Cammaroto.

Politica e burocrazia. Eloquente l’introduzione al servizio da parte del conduttore Nicola Porro: «Quando noi diciamo che i politici gli affari loro se li curano bene, abbiamo fatto un viaggio a Taormina, una dei posti più belli del mondo, il luogo scelto grande happening del G7, dove per altro dovremo fare bella figura agli occhi del mondo, e anche li la burocrazia, contro i politici stessi che devono fare i fenomeni, non funziona». «A meno di 90 giorni dal G7 – ha detto Suber – la situazione è quella che si può ben vedere, con pascoli al posto delle elipiste e stradine strette tra le case, che dovrebbero trasformarsi in arterie di collegamento con il centro».

Il “fattore x” del 4 dicembre. Nel servizio si è parlato dell’eccessiva lentezza nell’apertura dei cantieri, ma anche del monito del presidente Anac, Raffaele Cantone, sul rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti e delle polemiche sulle elipiste. Riflettori puntati, dunque, sul passo blando di una macchina organizzativa che, nel complesso, è rimasta bloccata sino all’esito del Referendum del 4 dicembre scorso.

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