Il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta a
Il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta a "L'Arena" di Giletti su Rai1

È guerra aperta tra Giovanni Ardizzone e Rosario Crocetta. Il presidente dell’Ars boccia senza appello il governatore e lo attacca con toni durissimi, tanto da aver convocato un consiglio di presidenza dell’Assemblea con un ordine del giorno che non si presta ad interpretazioni: «Determinazioni in ordine alla trasmissione L’Arena e alla presenza del presidente della Regione». L’ennesimo scivolone mediatico e politico di Crocetta, andato in scena domenica pomeriggio su Rai 1, ha spinto Ardizzone a definirlo “inadeguato e narcisista”.

Performance sgrammaticata. «Il presidente della Regione – ha detto Ardizzone – non può parlare della sua terra come di una regione fatta da canaglie. La Sicilia è migliore molto spesso dei suoi rappresentanti, me compreso. L’inadeguatezza di un presidente è evidente sulla base delle sue contraddittorie dichiarazioni e dei suoi estroversi contorcimenti dialettici. Due anni fa, ad esempio, blaterava che avrebbe ridotto gli stipendi con un tetto di 160mila euro. In questa finanziaria propone un contratto per esterni di 240 mila euro per i direttori dei musei e dei siti archeologici».

Le scuse non bastano. «Poiché impreparato – ha aggiunto Ardizzone -, Crocetta ha assecondato solo ai fini narcisistici quanto diceva Giletti su una notizia falsa, sul contributo di solidarietà». E cioè che l’Ars ha applicato sui vitalizi: «È stato esitato durante il governo Letta, è una normativa nazionale alla quale si sono adeguate tutte le Regioni. Ci siamo prontamente adeguati con un deliberato del consiglio di presidenza, è grave che questo non lo sapesse Giletti. Il conduttore si è scusato ma questo non può bastare. Le scuse devono essere rivolte all’intero popolo siciliano. Avrebbe dovuto sapere che il contributo di solidarietà è stato legiferato sotto il governo Letta e riguarda tutti i cittadini il cui reddito è superiore a certe fasce. Ad ogni modo è ancora più grave che questo non lo sappia il presidente Crocetta».

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