La piscina comunale di Taormina
La piscina comunale di Taormina

Il Comune di Taormina eseguirà lo sfratto del Cvsm, ente gestore della piscina comunale, nella mattinata del 9 marzo. Lo ha reso noto l’assessore al Bilancio e Contenzioso Salvo Cilona, che ha preannunciato quanto porrà in essere Palazzo dei Giurati nei prossimi giorni. Già lo scorso anno la casa municipale aveva previsto per questa data il rilascio della piscina da parte del Corpo Volontario Soccorso in Mare, poi la vicenda sembra essersi indirizzata verso un passo indietro da parte della Giunta e adesso, invece, la conferma di quanto previsto. «Il 9 marzo il Comune riprenderà il possesso dei locali della piscina – ha detto Cilona -. In merito al rapporto tra il Comune ed il Cvsm vogliamo soltanto precisare che si tratta di una concessione e non di un contratto di affitto».

La battaglia sul contratto. Proprio sul contratto si preannuncia una battaglia legale poiché il Cvsm aveva ottenuto nel 2008 all’atto della firma del contratto un’intesa da 9+9, che successivamente sempre secondo quanto evidenziato dall’ente gestore è diventato di 18 anni in virtù di una fideiussione da parte del Comune nelle pratiche inerenti il finanziamento da 490 mila euro richiesto dal Cvsm (ed ottenuto) per 490 mila euro al Credito Sportivo per la riqualificazione dei campetti (che, per altro, ora sono stati invece destinati dal Comune ad elipista per il G7 tramite variante urbanistica approvata il 16 febbraio in Consiglio comunale).

La posizione ufficiale del Cvsm. «Mi stranisce sentir parlare nuovamente di sfratto o rilascio dei locali della piscina – afferma Giuseppe Sperlinga, presidente del Csvm -. Noi ci sentiamo pienamente cautelati dal punto di vista degli atti e su tutti gli aspetti normativi. Il Comune faccia quel che ritiene opportuno, noi evidentemente ci difenderemo e ci tuteleremo nelle sedi opportune. Il contratto è quello in essere, è chiaro e non si presta ad interpretazioni. Quel contratto è assolutamente indiscutibile. Non sappiamo se forse a Taormina le leggi siano cambiate o se siano entrate in vigore leggi speciali. Ad ogni modo, lo vogliamo ribadire che il Cvsm, qualora dovesse essere intrapresa dal Comune un’azione come quella che pare vogliano attuare per il 9 marzo, si tutelerà subito procedendo per le vie legali».

La parola alla magistratura. «Sperlinga dice bene – aggiunge il portavoce del Cvsm, Alessandro Gaglio -. Noi siamo concessionari di servizi e non inquilini del Comune. Il contratto scaturisce da un bando di gara. Si tratta di un contratto di gestione e come tale va considerato. Noi diamo servizi. Se ci sono addebiti e contestazioni, li facciano e a quel punto saranno i magistrati e i tribunali a fare chiarezza una volta per tutte. Il nostro rapporto è di codice civile privato. Non esiste che possa esserci una disposizione “dittatoriale” per buttarci fuori». «Noi siamo estremamente convinti di essere dalla parte della ragione, atti alla mano – ribadisce l’assessore Cilona -. Attueremo tutte le misure che ci vengono consentite ed autorizzate dalla legge. Su una cosa siamo d’accordo con il Cvsm: saranno i magistrati, evidentemente, a stabilire chi ha torto e chi ha ragione, e a dirimere quindi in via definitiva il problema».

Scontro anche sulle utenze. Lo scontro tra Comune e Csvm sembra, insomma, prossimo alla resa dei conti finale. Proprio nei giorni scorsi l’ente locale ha avviato opposizione al decreto ingiuntivo da 541 mila euro ottenuto dall’ente gestore presso il Tribunale di Messina per servizi non pagati dal Comune. E il Comune stesso, a sua volta, proporrà domanda riconvenzionale per il recupero dal Cvsm delle somme riguardanti il pagamento delle utenze Enel e Gas, anticipate dal Comune per la gestione del centro sportivo.

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