Leone di Lernia
Leone di Lernia

Si è spento nelle scorse ore all’età di 78 anni Leone Di Lernia, noto conduttore radiofonico, cantautore ed icona per eccellenza del genere trash-demenziale italiano. Ha raggiunto la popolarità a partire dall’inizio Anni Novanta grazie a delle cover parodistiche e goliardiche e spesso scurrili di brani di musica dance. La consacrazione definitiva dal 1999 in poi con la collaborazione su Radio 105 nel programma “Lo Zoo di 105”, che gli ha dato un grande successo. Lo davano per malato da giorni ma in fase di recupero, invece Leone Di Lernia non ce l’ha fatta ed è spirato, attorniato dall’affetto della famiglia. L’annuncio lo hanno dato proprio gli speaker di Radio 105, che nel programma “Lo Zoo di 105” ospitava da anni il cantante di origine pugliese.

Una vita col buonumore. Sembrava uno scherzo, uno dei tanti che hanno fatto la storia dello “Zoo” ma stavolta la realtà ha superato l’ironia dissacrante e trascinante di Leone, spesso ritenuto volgare ma capace come pochi di strappare una risata a tante persone. «Con il cuore spezzato, dobbiamo annunciare che Leone ci ha lasciato questa mattina. Riposa in pace fratello», è il primo commento degli autori del programma radiofonico che hanno duettato a lungo con Leone di Lernia in tutti questi anni. Marco Mazzoli, storica voce dello “Zoo” e inseparabile spalla di Leone, lo ricorda così su Facebook: «Quando io e Fabio siamo andati in ospedale a trovarlo, i medici e i familiari ci avevano detto che il male era in stato avanzatissimo e che aveva pochi mesi. In quel momento, siamo esplosi in un pianto infinito. L’unica speranza era che il suo corpo tenesse duro e potesse affrontare la chemio, ma come faceva a rimettersi? Appena ha visto telecamere, tutta l’attenzione su di lui, ha tenuto botta e si è goduto gli ultimi giorni di notorietà. Lui era così, viveva per la tv e la radio, apparire era la sua gioia, essere riconosciuto, la sua aria». Ed ancora: «Sabato sera ha voluto che io e Wender andassimo a cena da lui, voleva stare con quelli con cui ha iniziato Lo Zoo nel 1999, come se volesse chiudere il cerchio. Sembrava in forma, sembrava pieno di vita, ma la notte ha avuto un tracollo e la mattina successiva mi ha inviato (con fatica) un messaggio vocale in cui diceva che si sentiva debole e che forse sarebbe venuto in radio il giorno dopo, ma quello è stato l’ultimo messaggio da lucido. Mi mancherai tantissimo amico mio, lascerai un vuoto nella vita di tutto noi, eri un ragazzino, con una carica assurda. Eri sempre di buonumore e riuscivi a farci ridere anche in circostanze assurde».

Ballate trash ed il sogno politico. Nato a Trani, Leone Di Lernia avrebbe compiuto 79 anni il prossimo 18 aprile. La sua pagina Facebook è in queste ore un autentico muro del pianto che si sta riempiendo, attimo dopo attimo, di messaggi di cordoglio di colleghi e fan. Era arrivato in età avanzata alla popolarità a livello nazionale ma le sue ballate trash hanno reso ancor più celebri numerosi successi da discoteca del momento. Nel 1997 si candidò senza successo come capolista della Lega d’Azione Meridionale che sosteneva Giancarlo Cito come candidato sindaco alle elezioni comunali di Milano. Nel 1999, come detto, l’inizio della collaborazione come spalla comica al programma radiofonico Lo Zoo di 105 su Radio 105 di cui è diventato una colonna portante, seguito ogni pomeriggio da tanti radioascoltatori di diverse generazioni. E tra le sue innumerevoli battute esilaranti anche la risposta che diede qualche tempo fa ad un giovane radioascoltatore siciliano che gli chiese cosa ne pensava della Sicilia: «La Sicilia è meravigliosa, ragazzi devo venire io a salvarvi? Auz, lo sfido io a sto Crocetta».

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