Taormina, contrada Bongiovanni
Taormina, contrada Bongiovanni

L’elipista di contrada Bongiovanni, inizialmente prevista in via permanente, verrà realizzata in modalità provvisoria. Il Governo è tornato sui propri passi e realizzerà in termini temporanei anche l’elisuperficie sita nei campetti della piscina, con un’opera insomma da utilizzare intanto solo per il G7 così come quella di contrada Piano Porto. E sulla vicenda, intanto, intervengono gli operatori economici della città, i proprietari e gestori di cinque alberghi della zona che in una nota inviata in Prefettura, in Questura ed alla Giunta comunale e alla presidenza del Consiglio comunale, esplicitano ufficialmente il loro “no” ad una eventuale permanenza poi dell’elipista nei campetti della piscina comunale dopo il G7.

Installazione temporanea. «I proprietari e gestori di aziende turistico-ricettive, che si affacciano sulla zona della piscina comunale, sono venuti a conoscenza che il Comune ha approvato nei giorni scorsi una delibera – spiega Italo Mennella (general manager di una delle strutture alberghiere della zona e presidente dell’Associazione Albergatori Taormina) – con la quale si autorizza la realizzazione di un eliporto nel terreno adiacente la piscina comunale e ciò in ossequio alle eccezionali esigenze legate allo svolgimento del prossimo G7. Ovviamente, nei giorni di svolgimento della manifestazione il disagio provocato dall’atterraggio e dal decollo degli elicotteri, sarà supportato con la dovuta pazienza, in considerazione degli indubbi benefici prodotti dalla visibilità internazionale che il G7 regalerà alla città e a tutti i cittadini ed operatori economici. Siamo tuttavia fortemente preoccupati poiché mai vorremmo che, una volta terminato il G7, ed approfittando della struttura ormai realizzata, si ipotizzasse di rendere la stessa permanente. A prescindere dalla considerazione che la zona oggi individuata per la realizzazione dell’eliporto è destinata urbanisticamente ad impianti sportivi, il suo eventuale affidamento alla gestione da parte di privati si sostanzierebbe in un ingiusto disturbo a tutti i clienti delle nostre strutture ricettive, eventualità questa, che risulterebbe penalizzante per quanti con sacrificio ed investimenti provano a fare turismo e a rendere il più confortevole possibile il soggiorno dei turisti presso le proprie strutture».

No al cambio di destinazione. «Pertanto – conclude la nota -, riteniamo doveroso, a tutela dei nostri interessi e della ospitalità dovuta ai nostri ospiti, informarvi sin d’ora che opporremo ogni opportuna resistenza affinché tale malaugurata ipotesi abbia a non verificarsi, ben potendo l’Amministrazione comunale restituire, al termine dei lavori del G7, l’area alla sua originaria destinazione ed eventualmente individuando per la realizzazione di un eliporto permanente altre aree in zona non fortemente caratterizzate dalla presenza di strutture ricettive».

Elipista a tempo. La decisione emersa adesso in conferenza dei servizi a Messina, nel corso dell’apposito iter di valutazione dell’opera in Prefettura è stata, dunque, quella di una scelta di intervento provvisoria. Toccherà poi decidere al Comune, quando sarà terminato il G7, se disporre ancora di quei terreni come elipista oppure no. Ma è molto probabile che l’impiego dei terreni di contrada Bongiovanni per elipista terminerà subito dopo il G7, alla luce delle forti proteste degli albergatori, ma anche dei residenti in zona, senza dimenticare la posizione contraria espressa anche da Legambiente.

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