Protesta pacifica contro il capitalismo da parte di gruppi
Protesta pacifica contro il capitalismo da parte di gruppi "No Global" (Foto di repertorio)

La Digos dice “no” alla richiesta dei movimenti antagonisti di manifestare a Taormina nei giorni del G7. Il fronte della protesta si era riunito nei giorni scorsi (il 18 febbraio, ndr) presso la biblioteca comunale di Giardini Naxos, per un confronto tra tutte le realtà siciliane «impegnate per la costruzione di un percorso di mobilitazione contro il G7». Al termine della riunione, l’assemblea aveva dato mandato ai rappresentanti del Comitato di Messina di recarsi, in Questura a Messina per chiedere l’autorizzazione a manifestare a Taormina contro il G7, ma a questa istanza è stata data risposta negativa. Non saranno consentite manifestazioni dentro il territorio di Taormina nelle giornate del G7. È possibile che possa esserci un ulteriore incontro per discutere la questione ma la posizione espressa dalla Questura è perentoria.

Non sarà il classico contro-vertice. Dopo l’assemblea regionale del 10 dicembre scorso a Giardini Naxos e la riunione della “Sicilia Ribelle”, svoltasi il 29 gennaio presso la sede di Officina Rebelde – si legge, intanto, in una nota di Officina Rebelde di Catania -, si va delineando il profilo delle contestazioni al vertice G7 di Taormina. Una contestazione che non vuole essere il classico “contro-vertice” ma che vuole comunque riprendere il meglio della storia della protesta dei movimenti contro la globalizzazione. In primo luogo si è assunto collettivamente che si vuole essere presenti a Taormina nei giorni del 26 e 27 Maggio, pur con qualche resistenza espressa da qualche comitato territoriale, in modo da contestare l’assurda militarizzazione di quel territorio in virtù delle esigenze dei sette paesi che vorrebbero “governare” il mondo. In questo senso una delegazione di compagni si è già spinta in Prefettura a comunicare l’intenzione dei movimenti di manifestare. È appena il caso di ricordare che su una cittadina di poche migliaia di abitanti, dedita al turismo, graverà per mesi l’onere di reggere il peso logistico della presenza di migliaia di membri delle forze dell’ordine: si calcola che, all’apice del dispiegamento di forze, la proporzione tra abitanti e agenti sarà quasi di uno ad uno».

Forum tematici. «In secondo luogo – continua la nota – si pensa che al vertice non sarà opposta solo una contestazione di piazza ma si proveranno a costruire dei forum tematici. Si sta lavorando a forum che attraversino anche geograficamente la Sicilia e che poi trovino una sintesi tematica durate la due giorni del 26 e 27. Infine, per dare profondità alla vertenza contro il G7 e trasformarla in un moto che attraversi visibilmente i territori si sta cercando di fare in modo che i territori siano attraversati anche dal conflitto, oltre che dalla discussione e dal dibattito. In alcune città si pensa di convocare cortei e momenti di protesta cittadina, come sicuramente a Niscemi ed a Catania. Per adesso la data più certa è quella di Siracusa, nella quale il 22 Aprile si terrà la giornata di mobilitazione in memoria dei morti sul lavoro del Petrolchimico e della città, indetta dal Movimento Aretuseo per il Lavoro, la Sicurezza, le Bonifiche».

Prossima riunione a Siracusa. Il fronte del no al G7 non sembra temere l’impossibilità di accesso al centro storico di Taormina, che sarà zona rossa interdetta al passaggio e alla presenza dei non residenti. Nelle intenzioni dei movimenti di contestazione, riguardo gli appuntamenti di discussione politica ed organizzativa, dopo le varie e partecipate riunioni locali svoltesi a Catania, Palermo e Messina, c’è la volontà di individuare le modalità e i contenuti per organizzare i dettagli delle iniziative da porre in essere. Dopo la riunione dei giorni scorsi a Giardini, il prossimo appuntamento sarà una riunione provinciale indetta a Siracusa per il 24 Febbraio e la due giorni con presenze nazionali ed internazionali indetta dai centri sociali palermitani per il 25 e 26 Febbraio. Riguardo al contenuto della discussione e dei tavoli tematici, collettivamente condivisi, per adesso la proposta che circola in alcuni comitati ruota attorno a varie tematiche: dall’ambiente all’autogestione dei territori, dalla militarizzazione all’immigrazione.

Dibattito collettivo. «Come gruppo di compagne e compagni – fa sapere Officina Rebelde – noi pensiamo comunque che sia necessario anche cogliere l’occasione di contestare un G7 che si svolgerà geograficamente in una delle aree meridionali dell’Unione europea per mettere in discussione un modello di sviluppo e di sfruttamento post-coloniale che con le politiche del debito ha raggiunto il proprio apice, desertificando interi territori dalla presenza di servizi sociali e riducendoli ad aree gentrificate e ripopolate dal turismo ricco da un lato e dall’altro ad aree di servizio per gli scarichi industriali delle industrie del nord del paese e dell’Europa. Su questo sarebbe il caso di costruire un dibattito collettivo per attrezzarci, dopo questo evento, a diventare una presenza permanente nelle dinamiche e nelle contraddizioni di questa isola, che così spesso sono strettissimamente collegate alle grandi forze che agitano gli scenari globali».

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