Una camionetta dell'esercito in piazza Duomo
Una camionetta dell'esercito in piazza Duomo

A tre mesi dal G7 si intensificano le misure si sicurezza per blindare Taormina ed il comprensorio in vista dell’arrivo dei Capi di Stato e di Governo, e – aspettando i cantieri fantasma, rimasti sin qui un miraggio – l’appuntamento politico internazionale per adesso vede assoluti protagonisti positivi quelli che dietro le quinte stanno organizzando e portando avanti la macchina della sicurezza. Si susseguono ogni giorno o quasi le riunioni in Prefettura a cura del Prefetto Francesca Serrandino e un altrettanto impegnativo lavoro sta facendo il Questore di Messina, Giuseppe Cucchiara. Ed è proprio il Questore che racconta come sta andando la lunga preparazione del G7, cosa avverrà da qui al 26 e 27 maggio e cosa si prova a doversi occupare della sicurezza di un vertice dei sette grandi.

La macchina logistica di un G7. «La nostra macchina organizzativa – ha spiegato Cucchiara – si è messa in moto molto presto. Praticamente a ridosso della prima visita fatta a Taormina dalla delegazione della Presidenza del Consiglio e dal Ministero degli Esteri, lo scorso giugno. È iniziato subito un rapporto strettissimo con il vertice del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, e si è cominciato a ragionare, in termini pratici e di risoluzione dei problemi, che sono parsi ben presto abbastanza seri. Poi a settembre l’insediamento del Prefetto Francesca Serrandino ha chiuso il cerchio della macchina organizzativa, che sul territorio si è mossa come una “macchina da guerra”. Lo svolgimento di un vertice di importanza straordinaria sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico come il G7, in un luogo non strutturato per la gestione di un grande evento, ha reso necessario risolvere una serie infinita di problemi. Dalla mancanza di un luogo idoneo a gestire tecnicamente l’evento (sala operativa), alla mancanza delle elisuperfici, dalla difficoltà di alloggio per le Forze dell’Ordine impegnate, alla difficoltà di comunicare via radio in maniera fluida. Sono soltanto alcuni dei problemi che ci siamo trovati a dover affrontare e a risolvere, grazie alla grande capacità di coordinamento espressa dal Prefetto e dalla professionalità di e spirito di collaborazione dei colleghi delle Forze dell’Ordine e di tutte le altre componenti».

I disagi da affrontare. «Sul possibile rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti sono stati lanciati diversi allarmi. Ma credo che le attività di monitoraggio e controllo messe in campo dal Prefetto di Messina attraverso gli ordinari strumenti di verifica siano garanzia sufficiente”. “Già l’allora presidente Renzi aveva avvertito i taorminesi, il 22 ottobre scorso, dei disagi a cui inevitabilmente sarebbero andati incontro in quei giorni ed oggi, a quasi quattro mesi di distanza, le sue parole sono quantomai attuali, quando disse: “Ci sarà una zona rossa, chi vorrà entrate in casa avrà bisogno di un badge. I residenti avranno dei disagi non banali”. Ecco sarà effettivamente così e gli abitanti di Taormina avranno effettivamente “dei disagi non banali”. Certamente non saranno reclusi vivi e potranno liberamente uscire ed entrare nelle proprie abitazioni, ma per garantire la sicurezza del G7 saranno necessarie alcune limitazioni. Quali saranno queste limitazioni nel dettaglio è ancora oggetto di valutazione ma a breve il quadro complessivo sarà ancora più chiaro».

Numeri eccezionali. «I numeri dell’evento saranno molto alti, anche se forse c’è un po’ di esagerazione. Comunque, tutta la Questura è ormai quasi completamente proiettata sull’evento. I numeri e l’evento in sé e per sé richiedono uno sforzo eccezionale. Con me lavora uno staff di personale e di colleghi che si dedica al G7 praticamente per 24 ore 24. Si susseguono riunioni su riunioni, diverse volte nel corso della giornata e il filo con Taormina è praticamente ininterrotto. Vogliamo cercare di prevedere tutto ciò che appare prevedibile ed approntare le soluzioni più idonee nei vari settori. In questo è fondamentale il contributo dei colleghi degli uffici centrali del Dipartimento. C’è in atto un bel lavoro di squadra, coordinato dal Vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, il Prefetto Savina».

Come una finale di Champions League. «Organizzare un evento del genere è una sfida esaltante e tutti noi ne abbiamo piena consapevolezza. Ci sentiamo come una squadra di provincia che si trova a giocare la finale di Champions League. Esserci, essere in campo è già un privilegio e affronteremo questa finale con tutto il coraggio e l’entusiasmo e la passione di cui siamo capaci. Ci sono giornate in cui la stanchezza ci travolge, le incazzature si sommano, i numeri sembrano invalicabili ma poi tutto passa e basta una battuta per smorzare la tensione e farci andare a casa con la voglia di ritornare l’indomani e rimetterci a lavoro. Siamo una squadra, è questa la nostra forza, un squadra che ha accettato una sfida che vogliamo assolutamente vincere , assieme a tutte le componenti della più complessa e articolata Squadra Stato».

© Riproduzione Riservata

Commenti