Massimiliano Vertillo, coordinatore del Circolo Federico III di Catania del movimento “Siciliani Liberi”
Massimiliano Vertillo, coordinatore del Circolo Federico III di Catania del movimento “Siciliani Liberi”

Riappropriarsi della propria identità, liberare la Sicilia dall’avvilente condizione di “colonia” d’Italia, creare una zona economica speciale. Il percorso verso l’indipendenza proposto dal movimento “Siciliani Liberi” passa anche attraverso le tappe obbligate delle elezioni. I siciliani nei prossimi mesi saranno chiamati a scegliere la nuova classe politica regionale e gli amministratori di città importanti, come Palermo. Ed è nel capoluogo siciliano che si gioca la prima sfida elettorale del movimento contro i grandi partiti italiani. Ciro Lomonte, candidato sindaco di “Siciliani Liberi”, vuole restituire a Palermo la sua dignità, la sua bellezza e la sua libertà. Obiettivi condivisi anche da tutto il movimento ed in particolare da Massimiliano Vertillo, coordinatore del Circolo Federico III di Catania del movimento “Siciliani Liberi”, che in una nota ha espresso stima e solidarietà al candidato sindaco di Palermo. «Seguo la campagna elettorale di Palermo – scrive Vertillo- nella doppia veste di membro del Movimento Siciliani Liberi e da cittadino catanese, con un sentimento doppio di interesse diretto e una certa “distanza” geografica che mi consente di sviluppare un ragionamento che non riguarda la sola città di Palermo. È evidente che per noi Siciliani Liberi questa prima esperienza di elezioni si viva come il primo esame. Ma credo che la conduzione della campagna elettorale nella città di Palermo, frammentata dentro e fuori gli schieramenti, frammentata nella società stessa, ponga in luce non solo un programma concreto e una “visione” di sviluppo, ma uno stile portato avanti dall’arch. Ciro Lomonte che di per sé è innovativo nella politica locale. Passione e competenza si fondono in sfumature non eludibili per dare risposte nuove ad una Sicilia morente, tradita negli interessi dagli stessi rappresentanti politici dei partiti italiani fino ad oggi».

«Ciro Lomonte ha già vinto» sottolinea coordinatore del Circolo Federico III di Catania del movimento “Siciliani Liberi”. «Dare un’opportunità ai palermitani – continua Vertillo – di non votare necessariamente il “meno peggio”, uno slogan o un programma di semplice amministrazione ordinaria, senza alcuna prospettiva da qui a 5 anni, è già una vittoria. Il voler dialogare con le parti vive della città, comitati civici, associazioni, cittadini, lavoratori, colloca il Candidato Lomonte in una connessione reale per uno sviluppo sostenibile e un progetto specifico ed unico per la Città di Palermo, non un pacco elettorale che sia automaticamente calato dall’alto e adattabile per Palermo o Genova o Roma o Milano. Per queste ragioni mi pare che non sia stata ancora colta nella sua essenza la lettera di Lomonte a Nadia Spallitta pubblicata su Taormina Today».

L’indipendenza della Sicilia. «Questa esperienza – spiega Vertillo- è antesignana, comunque vada, di ciò che il Movimento Siciliani Liberi sta costruendo da oltre un anno a questa parte in tutta la Sicilia: la connessione tra la realtà siciliana e la proposta politica che libera da catene imposte non per scelta del popolo siciliano, in una visione di sviluppo possibile e non più rinviabile per la nostra dignità, per l’amore per la nostra terra, per consentire ai nostri figli l’opportunità di decidere con libertà se restare a vivere e lavorare nella loro terra o emigrare. Se in ambito regionale, Siciliani Liberi è promotore della Zona Economica Speciale, in ambito locale non si può prescindere da elementi specifici e caratterizzanti delle singole realtà, partendo, come un albero, dalle proprie radici per consentire un nuovo germogliare rigoglioso. Questo è ciò che anche a Catania vogliamo e stiamo portando avanti. La città di Catania, non diversamente da Palermo e tanti altri comuni isolani, vive una stagione buia e di decadenza che necessita di un programma che ridia lustro alle proprie naturali vocazioni. Non c’è nulla da inventare o da importare, abbiamo già ciò che ci occorre sotto gli occhi».

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