Carla Santoro, dirigente Istituto Comprensivo 1 Taormina
Carla Santoro, dirigente Istituto Comprensivo 1 Taormina

«L’annuncio fatto dal sindaco sull’accordo che sarebbe stato raggiunto con le Suore per l’affitto della loro sede ad una cifra che dovrebbe essere il Comune a proporre e che servirebbe all’Istituto soltanto per il pagamento delle tasse, è una cosa che non mi convince e che mi lascia molto dubbiosa». Lo ha dichiarato la dirigente dell’Istituto Comprensivo 1, Carla Santoro. «Apprezziamo senza alcun dubbio l’impegno delle Suore che in tutti questi anni si sono distinte per aver fatto tanto per la Città di Taormina, luogo di cultura e di apostolato di cui questo Istituto è stato un simbolo insieme ai Salesiani e ai Maristi, e va evidenziato certamente il fatto che le Suore abbiano il desiderio che la loro struttura continui a rappresentare un punto di riferimento sociale per questo territorio. Tuttavia, in questa vicenda c’è qualcosa che non torna e che continua a destare perplessità e preoccupazione. Non vorrei mai fare la Cassandra che prevede sventure ma le circostanze mi portano ad essere scettica su quanto affermato dal sindaco in Consiglio comunale e crederò soltanto quando vedrò quanto è stato da lui annunciato in aula consiliare. Avevo detto che il finanziamento della Scuola “Vittorino da Feltre” si era perso e quella “profezia” si è, purtroppo, avverata. Ed anche la dichiarazione in cui anticipai che i lavori alla Scuola media sarebbero slittati al dopo G7 si è avverato».

Accordo veritiero o mossa politica. «Allora, non vorrei che in verità il sindaco, sulla vicenda della sede delle Suore, stia tergiversando e prendendo tempo. Che senso ha affittare per qualche mese quell’immobile? Io avevo proposto l’acquisto che è cosa ben diversa e che avrebbe tutto un altro senso. Bisogna vendere un edificio, come ad esempio il Capalc, e così si avrebbero le risorse per acquistare il complesso posto in vendita dalla Suore. Noto anche che sino a poco tempo fa nessuno si interessava di noi ma da quando abbiamo avanzato la proposta di acquisto del bene, improvvisamente tutti, da più parti, ci vorrebbero mandare al Capalc, forse dimenticando le condizioni disastrose di quella struttura. La mia convinzione è che sull’immobile delle Suore non può esserci e non deve esserci una soluzione temporanea, non si può aspettare o peggio ancora rimandare a dopo le elezioni amministrative. La svolta deve arrivare adesso. Non è più tempo di soluzioni tampone».

© Riproduzione Riservata

Commenti