Il dato è tratto, il tempo è ormai più di un tiranno. A 95 giorni dal G7, il tempo delle chiacchiere a Taormina è finito e inizia oggi la settimana spartiacque che dirà se la località siciliana che ospiterà il vertice dei sette grandi arriverà a quell’appuntamento in condizioni (più o meno) idonee o se, invece, quella due giorni che doveva rappresentare un momento da tramandare ai posteri sarà da considerare l’incubo equivalente al più colossale ed imperdonabile flop della storia di questa città. C’è ancora da mettere a norma il Palacongressi, c’è da avviare la realizzazione di due elipiste, c’è da sistemare la villa, c’è da asfaltare una lunga serie di strade, c’è da pavimentare la Via Teatro Greco, c’è da intervenire al Teatro Antico e c’è pure da rimuovere la frana del Ponte della Madonnina. Senza dimenticare che si attende una dignitosa sistemazione dell’autostrada A18. Non sappiamo se arriverà Nembo Kid, Superman o il Mago Silvan, ma il calendario racconta in modo chiaro e impietoso che a tre mesi al G7, a Taormina sin qui non è stato avviato niente di tutto quanto andrà realizzato. Il 25 febbraio arriverà in città il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi, e chissà l’ex ministro che idea si farà nel vedere che i cantieri sono ancora all’anno zero. C’è da sperare che arrivi in fretta un sussulto positivo in una situazione di immobilismo e ritardi che sino a questo momento farebbe mettere le mani nei capelli anche al tenente Kojak.

Il boomerang mediatico. Si attendeva il G7 per lo straordinario ritorno mediatico che potrebbe portare e sino a questo momento quel ritorno, in effetti, si sta palesando: peccato però che tutti i vari network nazionali (e non solo) però si sta documentando, con un bombardamento che si fa insistente, il disastro di strade groviera, un Palacongressi che da 30 anni attende di essere messo a norma e due elipiste che costeranno 1 milione 800 mila euro ma di cui una verrà utilizzata per 2 giorni e l’altra verrà fermata a G7 concluso a furor di popolo. Senza dimenticare che ancora adesso non si comprende per quale motivo il Comune non abbia previsto lo stanziamento di fondi dal bilancio per qualche opera di arredo urbano o ripulitura del territorio o per qualsivoglia altro motivo. È immaginabile che un Comune attenda il G7, con 2 mila delegati, migliaia di giornalisti e migliaia di unità delle Forze dell’Ordine, senza aver impegnato di suo neppure un euro per questo evento? Ci si affida soltanto ai 15 milioni stanziati dal Governo, che rischiano per altro di tornare almeno in parte nel forziere della Casa del Padre a Roma, perché al momento le uniche spese previste (o perlomeno quantificate) sono 2 milioni 650 mila euro per il Teatro Antico, 1 milione e 800 mila euro per le elipiste e il resto per asfaltare le strade. È arrivato il momento della verità e ci si attende che stavolta i cantieri partano. Ora o mai più. L’ombra di una figuraccia planetaria è dietro l’angolo: si riuscirà ad evitarla?

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