Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale
Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale

Duro attacco del presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni, al sindaco di Taormina Eligio Giardina, e al sindaco della Città Metropolitana, Renato Accorinti, sulla “neonata” Fondazione Taormina Arte. «Ho letto le dichiarazioni fatte da due soggetti, da due sindaci, uno è il sindaco di Messina e l’altro è quello di Taormina. Accorinti sulla Fondazione Taormina Arte ha detto: “È una vittoria per tutti, insieme ogni traguardo è possibile”. Poi c’è il nostro sindaco, Giardina, che ha dichiarato: “L’ultimo tassello dell’iter dovrà sancirlo il sindaco con il conferimento del patrimonio”. Ma quel tassello non è l’ultimo, è il primo e lo ha messo il Consiglio comunale. Io sono indignato di queste affermazioni, dovrei dire che questo è opportunismo politico e che è scorrettezza politica ma questo non lo dico. Allora dico che forse i due sindaci non sono a conoscenza di quello che è avvenuto dopo la mancata approvazione della delibera riguardante il conferimento per far partire la tanto agognata Fondazione TaoArte. Invece di ringraziare il Consiglio comunale, i due sindaci tentano di prendersi i meriti, sbagliando. È la seconda volta che accade, ed è successo anche sull’ospedale di Taormina quando il sindaco disse che grazie a lui l’ospedale non è stato indebolito, mentre in realtà in Consiglio comunale si erano riunito con 24 presidenti dei Consigli comunali de del Distretto».

Le modifiche allo statuto Palermo-centrico. «Accorinti parla di una vittoria di tutti – continua D’Aveni – mentre questa battaglia è stata combattuta solo da alcuni. Il 19 aprile 2016, con delibera n.18, venne bocciata dal Consiglio di Taormina la delibera di conferimento del bene su uno statuto che venne ritenuto “Palermo-centrico” e non dava centralità al sindaco pro-tempore e nemmeno la rappresentanza legale al sindaco, non dava garanzie ai lavoratori e nemmeno dava certezze sul ripianamento dei debiti. Malgrado ciò il Commissario Di Miceli è andato avanti e allora 11 consiglieri comunali hanno fatto un esposto ai vertici della Regione, alla Giunta Crocetta e all’Ars e agli enti componenti il Comitato TaoArte: ovvero il sottoscritto e Vittorio Sabato, Franco Pizzolo, Rosy Sterrantino, Carmelo Leonardi, Eugenio Raneri, Pinuccio Composto, Liliana Tona, Nunzio Corvaia, Salvo Brocato e Nino Moschella. Sono stato poi chiamato a Catania dall’on. Musumeci e ho incontrato l’assessore Barbagallo, esprimendo a nome degli 11 consiglieri le richieste della città. L’assessore Barbagallo ha dato disponibilità a dialogare. Si è così arrivati ad uno Statuto che, accogliendo le nostre richieste di modifiche, ha stravolto quello bocciato dal Consiglio, che era viziato e non sostenibile in termini legali. Accorinti e Giardina hanno solo avuto il compito di firmare, e basta. Quindi nessuno si prenda meriti. Dico al mio sindaco che gli auguro che il G7 vada bene: quella è una delle poche cose di cui non potrà prendersi la paternità. Sicuramente andrà bene, me lo auguro».

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