Graziella Longo, consigliera comunale del Pd
Graziella Longo, consigliera comunale del Pd

«Abbiamo parlato per mesi interi di cosa farà il Governo per la Città di Taormina in occasione del G7 ma non ci siamo fermati, né nei mesi scorsi e nemmeno adesso, a riflettere per un momento su cosa possa e debba dare il Comune, se ha delle idee e la volontà di risolvere problemi che possono essere affrontati direttamente da noi con delle iniziative sul decoro, sulla pulizia e l’arredo urbano. Per quale motivo non ci si sofferma su quello che la città merita di avere a prescindere dal G7. Perché non si sta sfruttando questa grande occasione?». A porre l’interrogativo è la consigliera comunale del Partito Democratico, Graziella Longo che sollecita la Giunta comunale ad un cambio di passo nell’approccio all’appuntamento con il summit internazionale del 26 e 27 maggio.

L’amaro paradosso dei progetti. «Il Palacongressi – ha detto Graziella Longo – è un capitolo di cui si parla da anni e anni, e se ne parlava anche nel programma elettorale del sindaco. Ma si è mai pensato di fare un progetto esecutivo, veritiero e realizzabile per sistemare quell’edificio? Io so che al sindaco, a Roma, sono stati chiesti i progetti ma dove sono? Non ci sono, e ad esempio si farà quello della strada per Via Teatro Greco perché c’era già un progetto di una precedente Amministrazione. Bisogna fare una riflessione e partire immaginando un percorso ideale dalla Via Garipoli, e dalla Via Pirandello ma anche dalla Via Crocefisso, altra vergogna che andrebbe sistemata e resa più decorosa. In questo viaggio ideale io mi sarei posta la domanda di cosa verrà realizzato. Io, taorminese, mi sarei chiesta cosa poter fare per il G7, a prescindere dal Governo. Mi sarei immaginata decine e centinaia di lettere per sollecitare l’ex Provincia a sistemare la Via Pirandello: ci sono quelle lettere? Me lo auguro ma non credo. Gli eventi particolari sono quelli che consentono di recuperare un senso di appartenenza ma ad oggi vedo una città che non è motivata. La città di Taormina questa occasione come la vuole sfruttare? I tempi sono strettissimi e diventano sempre più brevi. Il decoro è l’arredo urbano, parola che comprende mille significati e nessuno è stato in grado di regolamentare e disciplinare neanche i suoli pubblici».

Riflessioni per una svolta in extremis. «Bisognerebbe parlare alla città e dire che quel regolamento sui suoli, sull’arredo urbano, sulle insegne e le affissioni vanno applicati, nell’interesse collettivo. Non possono essere le centinaia di piante che verranno messe per il G7 a risolvere il problema. Una settimana prima del G7 si toglieranno dalle strade le macchine e i cassonetti e i problemi si vedranno tutti, in maniera ancora più chiara. Ed è allora che si vedranno i muri e muretti, quello che si nasconde dietro. Si vedranno pali e paletti vecchi e inutili. Forse c’è ancora tempo e qualcosa si può fare, a costo zero. Ma c’è la volontà di fare queste cose? Alla fine si realizzerà solo quello che è necessario per il G7 ma la politica locale è immobile. C’è stata e continua ad esserci negligenza. Necessario uno scatto d’orgoglio, prevedere degli interventi per migliorare l’immagine del paese. Serve un cambio di passo. Perché ci si ostina a non voler vedere com’è ridotta la città in questo momento. Perché non c’è uno slancio per presentarla nelle migliori condizioni? La politica locale chiede al Governo, vuole ma non dà».

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