la frana di contrada Lappio
la frana di contrada Costa don Lappio

Non si sblocca l’iter per avviare il consolidamento e la messa in sicurezza di contrada Lappio e, mentre la frana avanza indisturbata e sempre più minacciosa, il Comune prova a sollecitare ufficialmente la Regione con una nota per ottenere l’ok ai lavori. Una lettera di protesta sulla vicenda, all’indirizzo dell’Assessorato al Territorio ed Ambiente, è stata, infatti, inoltrata a Palermo dall’assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Carella. «Non è possibile e non si riesca a comprendere tutto questo ritardo da parte della Regione e degli uffici preposti nell’autorizzare l’avvio dei lavori per la frana di contrada Lappio. Siamo consapevoli che sono servite tutta una serie di integrazioni, in corso d’opera, per definire l’iter ma adesso non manca davvero nulla. O per meglio dire, l’unica cosa che occorre è il placet dell’Assessorato all’inizio delle opere. Chiediamo che il nulla osta arrivi in tempi brevi, non si può continuare a rimandare».

Finanziamento a rischio? Le piogge che si riaffacciano in queste ore rischiano di aggravare ulteriormente la frana di contrada Lappio, che pende sulla A18 e domina la via Garipoli (bretella della Me-Ct). Com’è noto i lavori sono stati già da parecchio tempo finanziati al Comune con importo complessivo dell’intervento quantificato in 851 mila euro. Di questo passo, il timore è che quel finanziamento possa essere, presto o tardi, perso. Sinora si è verificata una serie interminabile di rinvii e il cantiere per la sistemazione dell’area a rischio non è mai stato avviato. Il Comune lo scorso anno ha effettuato l’annullamento con apposita determina dirigenziale, di una precedente perizia. ed è andato a riapprovare la Perizia di variante con «i prezzi applicati dal Prezzario Regionale vigente alla data del progetto esecutivo posto a base di gara». Tale aggiornamento della perizia sembrava l’ultimo ostacolo verso l’avvio dei lavori ma, di fatto, così non è stato.

Lavori appaltati quattro anni fa. «La Regione ci ha dato sinora delle risposte che non possono soddisfarci, riteniamo che sia tutto pronto per poter avviare i lavori e ci auguriamo che in tempi brevissimi si arrivi a questa irrimandabile svolta, poiché parliamo di una reale emergenza ambientale in atto da diversi anni», aggiunge Carella. Il fronte di frana in atto ormai dal 2003 si è allargato e ha superato, progressivamente, i 12 metri e rappresenta anche un potenziale pericolo sulla A18 visto che domina dall’alto la carreggiata della Messina-Catania. In zona, tra l’altro, a valle c’è adesso anche uno smottamento arrivato ai piedi del pilone che regge la via Garipoli, quindi una ulteriore emergenza che intanto verrà affrontata subito e con molta probabilità già nell’ambito dei lavori per il G7 di maggio. La gara d’appalto è stata espletata l’Ufficio Urega di Messina, e c’è stata pure la stipula del contratto con l’impresa nel marzo 2013. I lavori sono stati consegnati (parzialmente) con verbale di consegna del 13 ottobre 2014, quindi sospesi con verbale di sospensione del 2 marzo 2015 “in quanto sono accaduti fatti non prevedibili al momento della stipulazione del contratto.

© Riproduzione Riservata

Commenti