Salvo Cilona, assessore alle Politiche Finanziarie
Salvo Cilona, assessore alle Politiche Finanziarie

«I fondi della tassa di soggiorno verranno impegnati nell’esclusivo interesse della città, per assicurare servizi finalizzati a rendere presentabile il nostro territorio agli occhi dei turisti». La promessa arriva dall’assessore al Turismo, Salvo Cilona, che così risponde e interviene per dare rassicurazioni a seguito delle recenti dichiarazioni del consigliere di opposizione, Piero Benigni, e del presidente degli Albergatori, Italo Mennella. «Ritengo opportuno ed anzi doveroso rassicurare tutti su quelli che saranno gli indirizzi e le linee guida per la spesa delle somme introitate dal Comune nel 2016 sull’imposta di soggiorno, ovvero 2 milioni e 100 mila euro. Quei soldi verranno spese per dare servizi mirati a garantire l’immagine ed il decoro della città – spiega Cilona -. Uno dei servizi che, in tal senso, possiamo assicurare anche grazie a quei fondi è quello della raccolta rifiuti e della pulizia del paese, anche ad esempio nelle serate d’estate quando si registra il gran pienone a Taormina ed in concomitanza con gli spettacoli più importanti al Teatro Antico. Ripulire la città fa l’immagine della città stessa. Va anche ricordato che in questi anni i trasferimenti da parte dello Stato e della Regione sono diminuiti in maniera esponenziale e ciò ha obbligato i Comuni come il nostro, che hanno tante presenze turistiche, ad impegnarsi nell’ottica di soluzioni alternative in grado di assicurare le necessarie condizioni di pulizia del territorio. Quindi il bilancio deve anche tenere conto di aspetti come questo».

I morosi della tassa turistica. «Ad ogni modo sono già state impegnate in bilancio le somme per la promozione», aggiunge Cilona, che poi ha anche fatto il punto su coloro che non hanno versato il “balzello” al Comune. «Abbiamo conteggiato circa 637 mila euro di somme non versate al Comune per la tassa di soggiorno 2016 e ci stiamo già attivando per procedere nei modi che la legge ci consente. Qualcuno sta regolarizzando la propria posizione, altri continuano a fare “orecchie da mercante”, come d’altronde per le bollette d’acqua. Non possiamo attendere all’infinito e quindi procederemo per le vie legali nel tentativo di recuperare le somme che erano state versate dai turisti e che le strutture non hanno poi accreditato nelle casse del Comune».

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