il dibattito sull'acqua a Trappitello

È stata avviata nelle scorse ore dal Comune di Taormina la fase operativa delle previste procedure di distacco per i morosi dell’acqua. Nella mattinata di ieri il personale dell’acquedotto comunale è entrato in azione presentandosi all’ingresso di una nota struttura turistico-ricettiva di Taormina, sita nel versante litoraneo, per effettuare la sospensione della fornitura del servizio idrico, in virtù di una serie di pagamenti non corrisposti all’ente locale. La proprietà, nella circostanza, ha contattato poco dopo gli uffici del Comune per chiarire e comunicare l’intenzione di voler adempiere subito al pagamento richiesto di circa 17 mila euro di bollette d’acqua sinora non versate nel forziere di Palazzo dei Giurati.

La strategia del Comune. La casa municipale ha deciso, ad ogni modo, di rompere gli indugi e sta cercando di recuperare le somme dovute all’ente locale. Si parla di circa 2 milioni di euro, o forse anche di più, che al momento non ci sono nelle casse del Comune e che si tenterà di far rientrare anche mediante le sospensioni del servizio idrico. Un avviso emesso nei giorni scorsi dal sindaco Eligio Giardina aveva d’altronde preannunciato l’avvio delle procedure di distacco per chi continuerà a non voler regolarizzare la propria posizione. Ora è arrivato il momento della resa dei conti finale nel lungo braccio di ferro tra il Comune e i morosi, che da anni non versano quanto dovuto al Comune di Taormina. Si tratta di utenti che possiedono delle strutture alberghiere ma anche attività commerciali e poi ci sono alcuni comuni cittadini per utenze residenziali.

Analogie con la tassa di soggiorno. «Qualcuno è già venuto a regolarizzare la propria posizione, altri continuano a fare orecchio da mercante – spiega l’assessore al Bilancio e Contenzioso, Salvo Cilona – Tra i morosi dell’acqua c’è anche chi non ha versato la tassa di soggiorno al Comune. Sono vicende che in diversi casi si incrociano e hanno dei punti di contatto. Ci è d’obbligo, quindi, anche in quel caso attivare le opportune procedure per riportare nelle casse comunali somme che sono state versate dai turisti alla Città di Taormina e che, di conseguenza, devono essere impiegati per servizi destinati al bene pubblico. Abbiamo dato a tutto il tempo necessario poter potersi mettere in regola, ed in ultimo esempio anche i 15 giorni concessi dal sindaco agli utenti morosi con il recente avviso pubblico che invitava chi non è regola a pagare. A questo punto però è d’obbligo porre in essere tutte le necessarie azioni finalizzate al recupero immediate delle somme vantate dall’ente locale».

La posizione di Federalberghi. Nel caso specifico della struttura “visitata” dal Comune nelle scorse ore si trattava, ad ogni modo, di un hotel non iscritto a Federalberghi, come precisato nei giorni scorsi dal presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina, Italo Mennella. «Le tasse bisogna pagarle tutti, senza alcuna distinzione – ha evidenziato Mennella – e soprattutto per i casi di morosità cronica è prevedibile che poi, alla fine, si arrivi al distacco della fornitura. Ci teniamo, comunque, a precisare che tra i casi in oggetto di strutture alberghiere morose non rientrano strutture iscritte a Federalberghi».

I numeri del caso acqua. Nel settore idrico, negli ultimi 15-20 anni si erano accumulate sofferenza per il Comune sino a circa 9 milioni, una parte dei quali è stata recuperata dal 2008 in poi. Nei giorni scorsi, il Comune ha approvato la cosiddetta “lista di carico” relativa al flusso di cassa dei proventi del canone di acqua, fognatura e depurazione per l’anno 2016. In questo caso, sull’appena trascorso, è stato stimato un introito di complessivi 2 milioni 976 mila 992,29 euro. Nel dettaglio, 2 milioni 288 mila 273,41 euro sono riferiti al canone delle bollette acqua, 279 mila 893,88 euro sul canone fognatura e 354 mila 464,20 euro sul canone depurazione, ed inoltre 54.360,80 per il rimborso delle spese postali e/o notifica.

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