Totò Scalisi
Totò Scalisi

«Sul Disegno di legge per il turismo siciliano, la recente iniziativa dell’Assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo ci porta a fare un’attenta analisi della situazione odierna e delle prospettive. Tutto si potrebbe sintetizzare in due abili mosse. La prima: convocazione degli Stati generali del turismo siciliano, un po’ disordinata e confusa, tartassata dalla pioggia, dai nubifragi ma una occasione importante visto che tutti gli operatori del settore del turismo siciliano non si incontravano e non si confrontavano con il governo da anni. La seconda: avere chiesto alle associazioni di categoria di lavorare insieme all’assessorato per tirare fuori un nuovo schema di disegno di legge da poter offrire non solo al confronto parlamentare ma anche al confronto tra tutti gli operatori del turismo siciliano». Lo afferma il direttore regionale di Confcommercio e direttore di Ebrts Sicilia, Totò Scalisi.

Semplificare le regole del mercato. «Dobbiamo dare atto a Antony Barbargallo – spiega Scalisi – che le due mosse hanno rimesso il turismo siciliano al centro dell’attenzione della politica creando aspettative, sollecitando desideri, stimolando sogni, oppure diffidenze e prudenze che tengono conto di esperienze precedenti. Non c’è dubbio che la prima necessità è quella di disporre di regole semplici e chiare di facile applicazione utilizzabili sia dai comuni, sia dei piccoli operatori, ma anche dei grandi investitori che cominciano a guardare alla Sicilia con un rinnovato interesse. Pensate se il Codice della strada dovesse continuamente essere interpretato con circolari, norme di interpretazione autentica, pareri di vari uffici eccetera eccetera probabilmente non potremo più utilizzare la nostra auto».

Tutela dell’habitat e albergo diffuso. «La seconda considerazione è che mettere ordine crea sempre problemi, da una parte l’idea del liberismo e della Share economy dall’altra l’idea delle regole, di un sistema ingessato, di un sistema perfettamente definito. Sono queste le due aree di pericolo che corre il disegno di legge che con intelligenza Barbagallo messo a disposizione dalla Sicilia e del turismo. Personalmente credo che una legge sul turismo debba essere fatta di pochi articoli e segnatamente alcuni destinati alla governance del territorio (al rapporto tra comuni, liberi consorzi, regione, al rapporto tra Asl, capitanerie di porto demanio marittimo pro loco eccetera eccetera). Una seconda area di attività destinata alle questioni urbanistiche perché senza regole urbanistiche è difficile che si sviluppi il turismo, e per regole urbanistiche non mi riferisco solo alla tutela delle coste o delle montagne ma anche al recupero intelligente dei centri storici con iniziative quali il paese albergo all’albergo diffuso e altre ipotesi forse ancora da scrivere, perché ancora da pensare».

Fare turismo nell’era del Web. «La terza area di attività e quelle invece di indicare tratteggiando i caratteri delle imprese e dei servizi che si sviluppano nel settore del turismo che si sviluppano per il turismo. Questo è il tema più delicato: da una parte perché l’economia globale, Internet, ci propongono sempre nuovi modelli che mano a mano vanno affermandosi e possiamo fare l’esempio della recente legge nazionale sul home restaurant oppure per tornare indietro con la memoria alla legge sull’agriturismo o a quella regionale sui B&B che adesso compie 16 anni».

Adeguarsi al mercato globale. «Ci hanno insegnato che normalmente una legge o fotografa una cultura e ne rafforza la sua comprensione tra i cittadini di uno Stato oppure che una legge promuove una nuova cultura e spinge i cittadini dello Stato verso quella direzione. Ci piace pensare che sia ancora così, chiediamo pertanto ed auspichiamo che la legge che l’assemblea regionale ci consegnerà possa solo tratteggiare le aree dei servizi e delle attività affidando poi al confronto tra le categorie, il Governo della Regione e l’Assemblea regionale, quegli adempimenti normativi e regolamentari quali strumenti più agili di una legge che quindi possono adeguarsi alle continue e mutevoli esigenze di un mercato globale senza invece essere irreggimentate in uno schema che come adesso è fermo da 20 anni».

L’ineludibile necessità di un sistema. «Ci sono tanti segmenti di mercato turistico – conclude Scalisi -, tante iniziative imprenditoriali di giovani che meritano di essere portate a sistema, che meritano attenzione e risorse, e noi non possiamo proprio perché responsabili dell’ adesso e del presente, quindi del futuro ,chiudere gli occhi rispetto ad un divenire che non conosciamo, che possiamo solo immaginare, che dobbiamo aiutare ad arrivare anche da noi prima possibile. Se è vero come dice qualcuno che in Sicilia agricoltura, turismo i beni culturali&naturali sono le risorse sulle quali puntare per il rilancio della nostra economia, dell’occupazione, delle imprese siciliane allora dobbiamo avere l’umiltà di segnare “a matita” una strada che poi insieme percorreremo verso un futuro che ci auguriamo migliore perché organizzato in un “sistema” e non fatto di individualità anche istituzionali, di califfi, i padri padroni di gente auto referenziata che prende dal turismo ciò che gli serve e non si preoccupa di dare quel contributo anche culturale oltre che economico che serve alla nostra Sicilia».

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