Taormina, Piscina Comunale
Taormina, Piscina Comunale

Nuova tegola sul Comune di Taormina, destinatario di un decreto ingiuntivo del Tribunale di Messina che, accogliendo l’iniziativa del Cvsm, ha disposto il pagamento di 541 mila euro dovuti dall’ente locale al Cvsm (Corpo Volontario Soccorso in Mare), ente gestore della piscina comunale di contrada Bongiovanni. Nel contratto sottoscritto, infatti, tra il Comune e il Cvsm nel 2008 rientra, infatti, anche un’assunzione di impegno economico da parte del Comune nei confronti della gestione della piscina per alcune tipologie di utenti dell’impianto natatorio, ovvero per ragazzi, anziani e disabili residenti nella città di Taormina.

Cvsm ancora all’attacco. «A distanza di quasi 10 anni ormai da quell’accordo formale, sancito contrattualmente – spiega Alessandro Gaglio, il portavoce del Cvsm – la situazione è che in tutto questo tempo siamo stati noi a coprire quei costi, pari a 87 mila euro. Noi siamo disponibili a contribuire e fare la nostra parte, sia chiaro che non siamo qui per arricchirci ma soltanto per dare un servizio ma il Comune non può dimenticare i propri impegni e gli oneri ai quali deve adempiere. Abbiamo sostenuto, tra l’altro, in tutto questo tempo dei costi per interventi effettuati dalle ditte, con la relativa copertura economica che sarebbe a spese del Comune ma alla quale abbiamo fatto fronte noi per garantire la fruibilità dell’impianto. È evidente che non si può continuare così. Il Comune deve assumersi le proprie responsabilità e rispettare il contratto».

Le quote non versate. Il Decreto ingiuntivo del Tribunale di Messina, con immediata esecutività, impone al Comune il pagamento di 541 mila euro per il mancato versamento delle quote inerenti servizi previsti in favore di anziani, ragazzi e diversamente abili residenti nella Città di Taormina. A questo punto il Comune dovrà trovare le risorse per procedere alla copertura finanziaria di questa ingiunzione di pagamento, che si va ad aggiungere ad un quadro economico di sofferenza che come è noto ha portato l’ente locale alla necessità di adottare un piano di riequilibrio decennale.

Il rebus dei lavori ai campetti. E sullo sfondo di questa vicenda rimane irrisolta un’altra vicenda che riguarda sempre il Cvsm ed il Comune ed anche in questo caso per la piscina di contrada Bongiovanni, cioè per i 490 mila euro di finanziamento ottenuti dall’ente gestore attraverso apposita istanza al Credito Sportivo per la sistemazione dei campetti attorno alla piscina: soldi ad ora non utilizzabili perché manca il placet del Comune alle opere. «È paradossale, anzi incredibile – continua Gaglio – che un Comune non si decida ad autorizzare l’avvio dei lavori ad un ente gestore di una struttura comunale, nella quale è stato individuato un finanziamento di quasi mezzo milione di euro. I soldi ci sono, e c’è soprattutto il parere favorevole del Coni Regionale e Provinciale e l’iter è dotato di tutti i pareri richiesti ai vari enti preposti. Si tratta di interventi da porre in essere a spese nostre però non possiamo iniziarli perché il Comune non ha espletato sino a questo momento la pratica di autorizzazione ad inizio lavori».

Altro contenzioso in vista? «È sceso il silenzio assoluto, non si parla più di una pratica che da cinque anni giace in Comune, non sappiamo dove esattamente, nessuno ci fa sapere per quale motivo non veniamo autorizzati all’avvio dei lavori di sistemazione dei campetti in un’area che, attorno alla piscina, potrebbe diventare una vera e propria cittadella dello sport. Abbiamo pagato ingegneri calcolisti, architetti, geologi, le pratiche da noi preparate ed inviate agli uffici competenti sono state espletate positivamente al Genio Civile e alla Soprintendenza di Messina, che hanno dato parere favorevole, come anche l’Asp Messina. Tuttavia, il Comune evidentemente non ritiene importante che si possa riqualificare un’area come quella della piscina e dei campetti».

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