Eligio Giardina, sindaco di Taormina
Eligio Giardina, sindaco di Taormina

A meno ormai di quattro mesi dal G7 del 26 e 27 maggio, i cantieri non partono e il sindaco Eligio Giardina lancia ufficialmente l’allarme, “I lavori? Non ho novità”, afferma il primo cittadino, non facendo più mistero della sua preoccupazione sui ritardi nell’atteso inizio degli interventi sul territorio. Il Governo, come si sa, ha messo a disposizione nella Legge di Bilancio 15 milioni di euro per i lavori ma al momento gli unici aspetti in cui la macchina organizzativa sembra procedere a pieno ritmo sono quelli per la sicurezza e per le ospitalità dei Capi di Stato e di Governo e delle 35 delegazioni, nonché delle Forze dell’Ordine e Forze Armate e dei giornalisti. Per il resto i cantieri sono ancora bloccati e lo stesso Giardina rivela tutta la sua apprensione sulla corsa contro il tempo in atto per far scattare i lavori.

Apprensione per i ritardi. «Gli interventi del presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, e del presidente della Commissione Antimafia Ars, Nello Musumeci – ha dichiarato Giardina -, certamente non sono passati inosservati. Non entro nel merito ma dico soltanto che hanno proposto importanti elementi di riflessione. Ciò premesso, è innegabile che da parte mia c’è molta apprensione sulla situazione di impasse che si sta determinando in particolare per l’avvio dei lavori. Abbiamo ormai superato ogni limite temporale, siamo a febbraio e, indubbiamente, speravamo potesse esserci l’avvio dei cantieri già dopo l’Epifania ma così non è stato. E poiché per la Città di Taormina è il sindaco che ne risponde dell’immagine della città stessa, voglio dire che il sindaco si smarca da alcune responsabilità che non attengono le mie competenze e che vanno al di sopra del nostro Comune. Lo stato attuale delle cose è in linea con quella stessa prudenza che ho avuto in questi mesi su alcuni aspetti, fermo restando che ovviamente io e tutti i miei concittadini siamo orgogliosi e onorati di poter ospitare il G7 nel nostro paese e ci auguriamo possa esserci in tempi brevi quell’auspicata accelerazione».

I contatti con il Commissario. «Certamente Taormina ha tutte le carte in regola per essere una sede assolutamente degna e all’altezza della situazione di un G7 – continua il sindaco -, ma è necessario che ci venga data una mano in tal senso». Giardina si è poi soffermato sui contatti con il Commissario straordinario, Riccardo Carpino, incaricato dal Consiglio dei Ministri il 23 dicembre scorso per seguire la fase operativa del G7 ed insediatosi poi il 4 gennaio scorso in città con l’incontro allora tenuto al Comune di Taormina: «Non ho novità – aggiunge Giardina -, ultimamente non ci siamo sentiti con il Commissario. So che sta lavorando alacremente e col massimo impegno».

L’art. 7 sarà modificato dal CdM? Intanto, a quanto pare, si ipotizza qualche modifica in vista a Roma, a Palazzo Chigi, in oggetto al decreto del CdM sulle procedure per gli interventi da porre in essere sul territorio in vista del G7, con particolare riferimento all’articolo 7 che era stato oggetto di forti perplessità da parte di Cantone, critico su quella che ha definito una “eccessiva semplificazione” delle procedure previste e che ha quindi palesato il timore di possibili infiltrazioni tra le imprese interessate a realizzare le opere. L’articolo 7 prevede il ricorso alla procedura negoziata, senza previa pubblicazione del bando di gara, per l’aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi riguardanti gli interventi funzionali alla presidenza italiana del prossimo G7 di Taormina.La Commissione Ambiente della Camera ha espresso qualche giorno fa il suo pare sul punto esprimendo anch’essa contrarietà ai termini specifici della deroga disposta dal CdM sui lavori del G7, in quanto, si legge nel parere «tale articolo introduce una deroga eccessiva ed impropria alle procedure ordinarie».

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