Il consigliere comunale Eugenio Raneri
Il consigliere comunale Eugenio Raneri

Il consigliere di opposizione, Eugenio Raneri torna soffermarsi sulle vicende di Taormina Arte ed in particolare sul bando di gara in corso per il Festival del Cinema. L’ex presidente del Consiglio prende posizione, in particolare, sul giallo della busta contenente l’offerta di “Agnus Dei”, arrivata in ritardo e sulla quale si deciderà nei prossimi giorni se potrà essere ammissibile o se, invece, verrà esclusa. «Abbiamo appreso da “TaorminaToday” – afferma Raneri – che nella settimana appena trascorsa si è riunita la Commissione di gara e che si è verificato nelle circostanza un problema riguardante l’arrivo in ritardo della mail inerente l’offerta di una delle società in gara. Sulla questione non occorre scomodare il professore Franco Coppi e nemmeno l’avvocato Giulia Bongiorno. Pare opportuno semplicemente richiamare la Normativa di riferimento sulla Posta Elettronica Certificata. La normativa con valore legale si articola su più livelli, ciascuno con una sua precipua funzione giuridica e che spesso non è semplice ricostruire».

Il contenuto della normativa. Questo il contenuto della normativa in oggetto:
«(a) il principio “base” sul valore legale della trasmissione dei documenti per via telematica è contenuto in una norma ora di rango primario, ovvero nell’art. 45, comma 2 del D. Lgs 82/2005 (c.d. Codice dell’Amministrazione digitale) il quale testualmente recita: “Il documento informatico trasmesso per via telematica si intende spedito dal mittente se inviato al proprio gestore, e si intende consegnato al destinatario se reso disponibile all’indirizzo elettronico da questi dichiarato, nella casella di posta elettronica del destinatario messa a disposizione dal gestore”; L’art. 48 del D. Lgs. 82 cit. generalizza l’utilizzo della Pec in tutti i casi di comunicazioni che necessitano di una ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna; equipara la posta elettronica certificata, nei casi consentiti dalla legge, alla notificazione per mezzo della posta; rende opponibile ai terzi la data e l’ora di trasmissione e di ricezione di un documento informatico trasmesso mediante posta elettronica certificata.(b) la disciplina di dettaglio sulle modalità di utilizzo della Pec è contenuta in un regolamento di rango secondario, il D.P.R. n. 68/2005 emesso a norma dell’articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 (Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione); (c) le regole tecniche per la formazione, la trasmissione e la validazione, anche temporale, della posta elettronica certificata di cui all’art. 17 del D.P.R. n. 68/2005 sono contenute nel Dpcm-Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie del 2 novembre 2005; (d) l’iscrizione del gestore nell’elenco pubblico tenuto dal Cnipa (oggi DigitPA – ndr) sancisce, dal punto di vista legale, la presenza di quei requisiti soggettivi e oggettivi normativamente fissati di qualità e sicurezza che la terza parte fidata, fornitore del servizio, deve dimostrare di possedere per espletare tale attività. (e) a norma dell’art. 16 del D.P.R. 68 cit. sono espressamente esclusi dall’ambito di applicazione del medesimo D.P.R. gli atti processuali, mentre alcune norme specifiche regolamentano l’utilizzo della stessa nell’ambito della Pubblica Amministrazione (in particolare v. l’art. 47 del D. Lgs. 82/2005). L’utilizzo della Pec tra privati e Pubblica Amministrazione, presuppone l’adozione da parte delle amministrazioni interessate di caselle certificate secondo i medesimi requisiti previsti dal D.P.R. n. 68/2005. (f) La Manovra contro la crisi economica (Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito in Legge 28 gennaio 2009, n. 2 (GU n. 22 del 28 gennaio 2009 – Suppl. Ordinario n. 14) con l’art. 16 commi da 6 a 12 ha dettato una nuova disciplina ponendo: – a carico delle imprese già costituite, il termine di tre anni decorrente dall’entrata in vigore del decreto legge per la comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata».

I misteri del bando “sartoriale”. «In questa vicenda – conclude Raneri – l’avviso indetto a suo tempo dal Comitato Taormina Arte appare “figlio di NN”, in quanto non firmato, e senza data e senza indicazione del Responsabile del procedimento. Per quanto concerne poi l’affidamento tramite procedura negoziata si possono fare ulteriori riflessioni. Per la parte riconducibile ai parametri “qualità e prezzo” che “il Comitato intende assegnare 80/100 al parametro “qualità” e 20/100 al parametro ”prezzo” inteso quale corrispettivo che potrà essere offerto in favore del Comitato Taormina Arte”, se ne deduce che va in capo alla Commissione di gara. “Elementare, Watson!”, verrebbe da dire, anche in riferimento alle precedenti supponenti dichiarazioni sull’argomento». A questo punto, insomma, viste le precedenti iniziative dello stesso Raneri, che ha già segnalato il bando di gara del Film Fest all’Anac e alla Commissione regionale Antimafia dell’Ars, non si esclude che il consigliere di opposizione possa decidere di intraprendere altre analoghe iniziative. «Qualcosa farò ma per adesso non voglio aggiungere altro. Non è il momento degli annunci», si è limitato a dire Raneri sui prossimi sviluppi del caso. La parabola dell'”insindacabile giudizio” resta una storia ancora tutta scrivere.