Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia
Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia

Dura reazione dei genitori dei bambini ricoverati ed in cura al Ccpm di Taormina alle dichiarazioni del Governatore Rosario Crocetta, che nelle scorse ore sembra aver rimesso in discussione il futuro del Centro di Cardiochirurgia di Taormina. «Ma per caso il Governatore ci prende in giro? Qui non si può giocare con la vita dei bambini e con la disperazione di noi genitori», afferma la portavoce del Comitato della famiglie, Caterina Rizzo, che aggiunge: «Adesso ci rimettiamo in azione, e siamo pronti a mobilitarci di nuovo e a fare tutto il possibile per difendere la Cardiochirurgia pediatrica di Taormina se per caso qualcuno volesse nuovamente portarla via da qui».

Le parole del Governatore. Crocetta ha infatti affermato sull’ipotesi di un trasferimento della Cardiochirurgia pediatrica da Taormina a Palermo, del quale si parla da tempo: «Era un problema che dovevamo affrontare, l’ospedale Bambino Gesù di Taormina era strutturalmente limitato e non avrebbe mai potuto avere questa espansione, non si tratta di togliere un servizio a Taormina, ma occorre considerare che spesso i bambini hanno bisogno di lunghe degenze e questo per le famiglie, costrette a trasferirsi lì determina costi altissimi. Per ora stanno operando -il nostro sarà un passaggio morbido».

Scenario da chiarire. A questo punto – repetita iuvant -, dopo le parole di Crocetta, bisognerà fare un pò di chiarezza perché, in effetti, la proroga accordata al Ccpm di Taormina sino al prossimo mese di giugno pare ormai ampiamente superata dalle trattative in fase avanzata per la nuova convenzione con il “Bambino Gesù” di Roma che l’Asp Messina sta per definire e formalizzare in termini pluriennali. L’accordo che, per altro, dovrebbe portare alla permanenza definitiva della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, per volontà stessa di Crocetta dovrebbe riguardare oltre che la Regione Sicilia anche la Calabria, per un Polo d’eccellenza nell’Area dello Stretto. E allora ci si chiede se il governatore si riferisca di nuovo ad un solo centro in tutta la Sicilia o se invece all’auspicabile contesto sanitario che, comunque, dovrebbe prevede due centri, uno a Taormina e uno a Palermo.

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