Taormina. Emergenza depuratore, Raneri: «Nessuna risposta al nostro appello»

Il presidente del Consorzio Rete Fognante ribadisce l'immobilismo totale della Regione Siciliana sul depuratore del primo polo turistico dell'isola, minacciato dalle acque dell'Alcantara: «La nostra lettera non ha avuto risposte, siamo stati abbandonati da tutti»

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Il depuratore di Taormina e Giardini resta nel mirino delle acque dell’Alcantara ma la Regione Siciliana si conferma “sorda” e non risponde agli appelli del Consorzio Rete Fognante. Sin qui qualche sopralluogo, qualche dichiarazione di circostanza del tipo “interverremo”, “faremo”, “aiuteremo” ma nei fatti il depuratore dei Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola è stato dimenticato dalla politica siciliana, nonostante i rischi di carattere ambientale ed igienico-sanitari all’orizzonte siano ben visibili, certificati dagli atti e dallo stato attuale dei luoghi. Il pre-disastro è diventato pre-catastrofe, un dato di fatto impietosamente insomma sotto gli occhi di tutti, eppure a quanto pare non degno di nota Silenzio assordante. Ad una settimana esatta di distanza dalla missiva inviata il 23 gennaio dal presidente dell’ente consortile Andrea Raneri sia a Palermo che a tutti gli altri enti preposti, sino anche alla Presidenza della Repubblica e alla Presidenza del Consiglio, non è arrivata alcuna risposta. «Nessuno si è fatto vivo, siamo stati abbandonati da tutti. I fatti si commentano da soli – dichiara Raneri -. Non c’è nient’altro da dire o da aggiungere, questo silenzio basta e avanza per rendere l’idea da solo di quale sia la situazione sul depuratore del primo polo turistico siciliano che potrebbe essere gravemente danneggiato da un momento all’altro alle prossime piene dell’Alcantara».

Disastro già in corso. Il ritorno delle piogge ha innalzato nuovamente il livello delle acque del fiume che in parte sono già penetrate nei terreni del Consorzio, in contrada Pietre Nere. Eppure anche questo recente ennesimo appello, nel quale si esplicitava la situazione drammatica in atto, pare sia caduto nel vuoto. «Non ci è stata data disponibilità nemmeno a sostenerci con una somma urgenza da qualche decina di migliaia di euro. Nemmeno un intervento da 40-50 mila euro, niente di niente», evidenzia Raneri. Il fiume ha eroso la gran parte del muro di contenimento che delimita e protegge proprio dall’Alcantara gli stabilimenti consortili siti a Giardini, il concreto pericolo è quello di un’azione ancor più invasiva delle acque in caso di altre piogge insistenti. Ma da Palermo tutto tace, tutto si è fermato ad un sopralluogo della Protezione Civile alle porte del periodo di Natale. Poi più nulla, un silenzio assordante che preoccupa tutti da queste parti e tiene in comprensibile apprensione un intero comprensorio dove l’eventuale danneggiamento degli impianti di trattamento e depurazione delle acque metterebbe seriamente a rischio la stagione turistica, e rappresenterebbe in qualche modo anche un problema in un territorio che già a fine maggio dovrà ospitare un G7.

L’interpellanza di Musumeci. L’unico sussulto che si è registrato in questi ultimi giorni è stata la presa di posizione con interpellanza urgente all’Ars da parte dell’on. Nello Musumeci, che ha chiesto al Governo regionale «un intervento urgente per mettere in sicurezza il depuratore consortile nel quale scaricano Taormina, Giardini, Letojanni, Castelmola, che con le ultime piene dell’Alcantara ha già rischiato e continua a rischiare di essere messo fuori uso dalla furia dell’acqua, che ha provocato il crollo di alcuni muri». «La Regione – ha lamentato Musumeci nel suo atto ispettivo – vieta ai Comuni della riviera ionica di scaricare le proprie acque nei depuratori ormai inadeguati e al tempo stesso toglie dal proprio bilancio i fondi per progettare l’adeguamento dei depuratori medesimi. Siamo alla schizofrenia politica. Bisogna mettere i Comuni nelle condizioni di ammodernare con urgenza i depuratori, ma la Regione sembra muoversi in direzione opposta».