Taormina Tari

La Tari, la Tassa “lacrime e sangue” sui rifiuti, costerà (ed in parte è già costata) ai contribuenti taorminesi quasi 5 milioni di euro. E’ la stima conteggiata, infatti, dagli uffici di Palazzo dei Giurati su quello che dovrebbe essere l’incasso complessivo (almeno in linea teorica) da parte del Comune sulle rate inerenti il pagamento dell’imposta sulla spazzatura per l’annualità 2016. Si tratta di cartelle che interessano ben 6.161 famiglie taorminesi. Proprio nelle settimane conclusive dell’anno appena trascorso, come si ricorderà, un contribuente è anche riuscito a vincere un ricorso su una cartella del 2015, ma a parte quella circostanza, per il resto la stangata va avanti e farà il suo corso fino in fondo. Incide e pesa come un macigno sulle tasche dei contribuenti l’aumento della tariffa a suo tempo disposto, nel 2015, dal Consiglio comunale su richiesta della Giunta per consentire un introito maggiore ed il riequilibrio decennale delle casse di Palazzo dei Giurati.

I numeri dell’anno appena trascorso. Adesso, nella determina dirigenziale “Tari 2016 – approvazione lista di carico”, viene esplicitato l’importo definitivo della previsione di incasso, che per altro è stata anche postata nel relativo schema di bilancio. La casa municipale ha determina “l’entrata relativa alla Tassa sui Rifiuti anno 2016, comprensiva di percentuale da riversarsi alla Provincia per la somma complessiva di € 4.801.410,00”. “Visto il riepilogo degli avvisi di pagamento Tari emessi a seguito dell’individuazione dei debitori, della quantificazione delle somme da incassare e della fissazione delle relative scadenze, il tutto ammonta ad un totale di € 4.801.410,00, suddiviso come segue: Imposta pura € 4.543.477,56; Addizionale provinciale € 227.202,44; Spese di spedizioni € 30.730,00.

Consulenza ad una ditta di Ragusa. Come si ricorderà, l’art. 1 comma 639 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014) ha istituito a decorrere dal 1° gennaio 2014 la Tassa sui Rifiuti denominata Tari, come componente dell’Imposta Unica Comunale (Iuc), che sostituisce il previdente prelievo relativo alla gestione del ciclo dei rifiuti urbani (Tares). Dell’espletamento del servizio Tari si è occupata una ditta con sede a Ragusa, incaricata per “l’attività di bonifica e normalizzazione della banca dati unificata dell’area tributi e del supporto normo-regolamentare per la revisione del regolamento e per le operazioni di ricerca di evasione ed elusione di imposta fino al 31/12/2017”. È stata effettuata, a cura della suddetta ditta, la predisposizione del servizio di stampa, imbustamento e invio dell’avviso bonario di pagamento ai contribuenti, a supporto delle procedure avviate dall’Ufficio Tributi.

Il confine tra chi paga e i soliti morosi. Per la Tari si parla di cifre consistenti, tuttavia in merito a quando si tratterà di fare i conteggi sulle somme che stanno entrando nel forziere del Comune, c’è da porsi una domanda: quanti contribuenti saranno riusciti a sostenere gli importi iperbolici previsti e applicati dal Comune? Quanti saranno quelli che avranno difficoltà nei prossimi mesi e già sino a questo momento sono in ritardo con i versamenti? Basti pensare che persino su piccoli appartamenti da 40 mq sono state chieste somme da circa 250 euro. E allora, mentre almeno per il 2017 appena iniziato si sa già che non ci saranno altri aumenti, c’è da auspicare comunque ed in ogni caso che la tassa sui rifiuti venga al più presto rivista e abbassata, non solo perché una pressione del genere risulta insostenibile per i contribuenti ma anche nell’interesse stesso dell’ente locale. Si rischia di prevedere un gettito complessivo maggiore per il bilancio del Comune a fronte di una realtà fatta poi di entrate effettive che non corrispondono.

Ufficio Tributi ridotto all’osso. Morale della favola: la svolta non dovrebbe più arrivare dall’applicazione di aliquote alte ma da uno sforzo ulteriore nella caccia ai morosi. La gente non ce la fa a pagare e si scoccia ancor di più a farlo tenendo conto che, a quanto pare, ci sono sacche di morosi e “furbacchioni” vari che a Taormina riescono a sottrarsi ai dovuti (e sostanziosi) pagamenti ormai da un ventennio. Eloquente appare la condizione attuale dell’Ufficio Tributi di Taormina, con quattro unità di personale che ogni giorno sono chiamate ad occuparsi, da sole e per altro con apprezzabile impegno, di oltre 6 mila famiglie contribuenti. Quell’ufficio andrebbe supportato e potenziato, spostando a supporto personale sinora in forza ad altri settori: altrimenti non si potrà mai far funzionare la “macchina delle tasse” a Taormina.

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