Da sinistra: Benedetto Carroccio, Grazia Salamone, Maria Caccamo Caltabiano, Mariangela Puglisi, Maria Mannino
Da sinistra: Benedetto Carroccio, Grazia Salamone, Maria Caccamo Caltabiano, Mariangela Puglisi, Maria Mannino

Quindici pannelli divulgativi ripercorrono la storia dell’antica Taormina attraverso le sue monete. La mostra “Il toro, il dio, l’eroe. Tauromenion e le sue monete”, ideata e realizzata dai docenti di Numismatica dell’Università di Messina e dell’Università della Calabria, in collaborazione con l’associazione Dracma-Circulating culture, e con il patrocinio del Comune di Taormina e dell’Associazione Taorlove, è stata inaugurata venerdì scorso a Palazzo Corvaja. Un evento per far scoprire al grande pubblico la moneta antica e le tante storie che può raccontare.

La mostra. Il toro, la testa del dio Apollo e l’eroe Eracle scandiscono tre diversi momenti della storia di Tauromenion. Un percorso per immagini che si sviluppa attraverso quindici pannelli didattici e calchi delle antiche monete racconta la storia dell’antica Tauromenion. L’obiettivo della mostra è quello di comunicare a un pubblico variegato contenuti specialistici, con l’auspicio che rappresenti uno stimolo per la fruizione delle numerose monete conservate nei musei. A presentare l’esposizione a Palazzo Corvaja: il vicesindaco e assessore alla Cultura, Mario D’Agostino, il Direttore del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne Dell’Ateneo messinese, Mario Bolognari, i docenti di Numismatica dell’Università di Messina  Maria Caccamo Caltabiano e Mariangela Puglisi e il professor Benedetto Carroccio dell’Università della Calabra. Alla mostra didattica “Il toro, il dio, l’eroe. Tauromenion e le sue monete” seguirà un ciclo di conferenze sulla monetazione siciliana, ed in particolare su quelle coniate tra Taormina e Siracusa, che verrà organizzato nei prossimi mesi a Taormina.

Tauromenion e le sue monete. Sulla cronologia delle monete di Tauromenion non esiste ancora oggi il pieno accordo fra gli studiosi. La maggior parte delle monete si datano nella seconda metà del IV e nel III secolo a.C.: sono soprattutto in bronzo, ad eccezione di due piccole serie in argento e di un’emissione in oro. Le monete hanno inizio con la fondazione ad opera di Andromaco (358 a.C.), che conduce a Tauromenion i Nassi sopravvissuti al saccheggio della loro città ad opera del tiranno di Siracusa Dionisio I. Una storia travagliata che condurrà Tauromenion, sotto il dominio del tiranno di Siracusa, Ierone II, ad affrontare le guerre puniche combattute tra Romani e Cartaginesi per il dominio della Sicilia. Dalle monete tauromenitane emerge il quadro di una città dalla forte identità, che autorevolmente si proietta all’esterno con la sua storia, i suoi culti e la grande sensibilità e qualità artistica degli incisori che ne hanno realizzato le monete.

La sfida delle iconografie monetali. La Mostra dedicata alle monete di Tauromenion rappresenta un ulteriore, importante esito della metodologia di studio targata Lexicon Iconographicum Numismaticae e raccoglie la sfida di una più ampia condivisione dei saperi scientifici. La metodologia di lettura dei curatori della Mostra risponde ai criteri elaborati nell’ambito del Lexicon Iconographicum Numismaticae (LIN), progetto ideato nel 2000 dalla prof. Maria Caccamo Caltabiano. Più volte finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), il progetto ha ricevuto il patrocinio dell’International Numismatic Council e dell’Accademia dei Lincei. Il LIN promuove lo studio delle iconografie monetali con approccio multidisciplinare ed è aperto alla collaborazione nazionale e internazionale. Fine ultimo è quello di recuperare la specificità del codice di comunicazione delle iconografie monetali e il valore della moneta quale documento storico d’eccezione.